Garry Kasparov, classe 1963. Altro bambino prodigio, ma nel gioco degli scacchi. Ferreo nello studio come nella disciplina è passato alla storia per aver trasformato la scacchiera in un rovente campo di battaglia. Il giocatore perfetto per alcuni, il perfetto soldatino di piombo per altri. Asservito o meno al sistema, erano gli anni della guerra fredda, non tradiva nessuna emozione se non la fame di vittoria. Per lui, “il gioco degli scacchi, è lo sport più violento che esista”.