Un’espressione inglese – “ceiling of glass”, letteralmente “soffitto di vetro” – indica quella situazione in cui una persona desidererebbe raggiungere qualcosa ma non può perché incontra ostacoli insormontabili, ad esempio perché viene emarginato dagli altri, oppure perché non dispone delle risorse necessarie.

Per rendere l’idea si fa riferimento al “soffitto di vetro” quando a una donna non vengono riservate le stesse opportunità di crescita professionale di un uomo, ma l’espressione è appropriata anche quando più in generale si vive una situazione di disagio o di sofferenza e, nonostante si sia consapevoli di cosa si dovrebbe fare per modificare quel determinato stato di cose, una serie di impedimenti rendono impossibile la sua realizzazione.
L’immagine del “soffitto di vetro” rende molto bene l’idea dello sconforto per non dire della disperazione che può provare chi vive delle difficoltà come quelle descritte.
Credo che tutti, prima o poi, chi più chi meno, potranno accorgersi di avere delle pareti di vetro attorno a sé; può accadere nell’ambiente di lavoro, nel rapporto con il proprio partner o con i propri figli, oppure a causa di una malattia.
Purtroppo non penso che esista una soluzione sempre valida per rompere una parete di vetro; inoltre, come al solito, non ho la presunzione di insegnare niente a nessuno e ho il massimo rispetto – lo dico davvero – per tutte le situazioni di difficoltà di ciascuno, da quelle che possono sembrare le più banali a quelle che nessuno si augurerebbe mai di vivere.
La sola cosa che mi sento di dire è di cercare di continuare a mantenere la schiena dritta, non scendere a compromessi al ribasso che portano a mettere da parte la propria dignità (non il proprio orgoglio!) e a snaturare il proprio essere.
Questo è il comportamento che provo a tenere fermo quando mi trovo di fronte all’ennesima parete di vetro; costa fatica e comporta delle rinunce ma ha anche un vantaggio; anche gli altri guardano te e chissà, ripensando ai propri principi e valori, magari qualcuno tornerrebbe volentieri indietro per ritrovarsi al mio posto, al di là del vetro.



