Anni fa mi sono avvicinato al gioco del Bridge, che tuttora pratico a livello assolutamente dilettantistico.
 
Il Bridge è un gioco di carte dove si affrontano coppie di giocatori che devono definire un ” contratto ” e cercare di realizzarlo; si tratta di un gioco particolarmente divertente e intrigante in quanto la componente ” fortuna ” è praticamente inesistente, a differenza di altri famosi giochi di carte come il Poker o il Burraco; pertanto, al termine di un torneo, è possibile stilare una classifica delle coppie dei giocatori effettivamente basata sul merito.
 
Secondo me ci sono interessanti analogie tra il Bridge e ciò che capita nella vita di tutti i giorni.
 
Anzitutto ci deve essere un’ottima intesa con il proprio partner ma bisogna anche avere il massimo rispetto degli altri ( che qui non voglio chiamare avversari ). Tra l’altro si gioca tutti contro tutti il che vuol dire che, da un lato, si conosce tanta gente, dall’altro i momenti di confronto sono numerosi, con tutto ciò che ne consegue in termini di esperienze fatte, anche perché gli altri possono adottare sistemi di gioco diversi dal nostro per cui c’è anche una sorta di ” arricchimento personale “.
 
 
Poi, in una mano di Bridge bisogna porsi un obiettivo ed è necessario raggiungerlo. C’è quindi da disegnare una strategia e seguire un piano che preveda l’analisi delle proprie risorse ( le carte che abbiamo, tenuto conto del loro valore intrinseco e della loro distribuzione ) e di quella che pare essere la forza di contrasto degli altri.
 
Bisogna considerare il tempo a disposizione e fare delle scelte, il che implica anche una certa dose di coraggio nel provare alcune giocate all’apparenza un po’ azzardate.
 
Occorre rispettare delle regole e quindi bisogna attenersi ad alcuni codici di condotta. E comunque sia stata giocata la ” mano ” ( la ” smazzata ” ) è bene non criticare i presunti errori del partner ma riflettere se avremmo potuto aiutarlo maggiormente.
 
Potrei continuare con altre analogie ma forse la cosa migliore è provare a conoscere il Bridge e giocarlo. Non è affatto un gioco per vecchi o per snob, piuttosto è uno strumento molto piacevole che consente di allenare la memoria e il ragionamento.
 
 
Ci sono ottimi insegnanti ovunque che già dal primo giorno vi mettono le carte in mano e i fanno giocare. Suggerisco di provare a fare un tentativo, poi mi direte.