Continuo ad arrovellarmi su una storia vera. L’infelice matrimonio tra il poeta americano Thomas Stearns Eliot e l’aristocratica inglese Vivienne Haigh-Wood. “E’ terribile essere solo con un’altra persona”, dichiara Eliot nell’inferno di quella relazione. Certo Vivienne ha un certo temperamento. E’ anticonformista, mercuriana, impudica. “Più pazza di Ofelia”, secondo la scrittrice Virginia Woolf. Lei morde, si dimena, impreca e graffia. E’ folle. Volgare nel suo essere troppo imbellettata. Un’irrinunciabile tentazione per Eliot, uomo sensuale ma represso. Un uomo puritano fino al midollo, con un morboso desiderio di martirio. Sposando Vivienne avrà la sua croce e sconterà il suo martirio. Espiare, espirare e poetare.

Questa è la vera metamorfosi per Eliot che da uomo, grazie a Vivienne, si trasforma in un poeta. Nel più grande poeta del Novecento. La sua sposa è la Sibilla, che lo conduce nell’oltretomba e dal buio nasce il suo grande capolavoro, “La Terra Desolata”. Alcuni di quei versi potrebbero essere della stessa tormentata Vivienne e se non lo fossero, gli anni vissuti insieme, sono stati, nel bene e nel male, fertili per la creatività di Eliot. Ma perché questa storia mi ha così colpita? Forse perché la donna, giudicata pazza, finisce in un manicomio, dove ci resta fino alla morte e passando a miglior vita da savia, cioè con il controllo delle proprie facoltà mentali. Una trasformazione che Eliot non vedrà mai con i suoi occhi, poiché lui l’abbandona nel sanatorio.

Quale miracolo dunque ha curato la pazzia della donna? Nessuno. La guarigione della povera Vivienne è forse dipesa dalla medicina? Nulla di tutto questo. Il ritrovato buon senso per la sfortunata prima moglie di Eliot è causato dalla menopausa. Smette di essere fertile. I suoi ormoni si assopiscono nel corpo e nella mente e lei si specchia normale. Come se esistesse davvero un criterio che stabilisca il livello di normalità in una persona? Ma torniamo al mondo femminile: quante di noi subiscono le impennate ormonali? A quante di noi, almeno una volta nella vita, è stato dato dell’isterica? Dal collega, dal vicino di scrivania, dal marito, dall’amica più fortunata, che non soffre di disturbi ghiandolari.

E sono convinta che non sono poche le donne che hanno vissuto un’esperienza simile a quella di Vivienne. Ovunque voi siate, amiche del Blog, spero ne siate fuori. Io devo ringraziare mio marito per aver finto, con intelligenza, di capire quello che mi stava succedendo. Ci eravamo appena trasferiti in campagna. La casa era piena di scatoloni straripanti di vita. In attesa dell’armadio avevo montato uno stand mobile per i cappotti e le giacche. Avevo seguito alla lettera le istruzioni ed ero molto fiera del risultato. Dal salone ero salita su per le scale con la prima gruccia, poi la seconda, la terza, fino a riempire tutto l’appendino. Ero davvero esausta e anche su di giri per i miei ormoni, in piena rivoluzione, che mi stavano provocando da tempo una fastidiosa e continua tachicardia. Ora, immaginate la scena: all’improvviso le due barre cilindriche su cui poggiava il bastone appendiabiti, cedettero e lo stand si aprì in due.

Gli indumenti, uno sopra l’altro sul pavimento. Avvampai, il cuore in corsa e con un filo di voce spezzato dalla tosse, dissi:”Vado a fare due passi”. Non so cosa mi sia preso, ma arrivata in fondo alle scale, davanti alla porta finestra sul giardino, sferrai un pugno alla vetrata, che andò in mille pezzi. Schegge affilate ovunque e un rivolo di sangue lungo il dorso della mia mano. Era stato un attimo. Un attimo non ragionato e impulsivo. Mio marito mi urlò: ”Ma tu sei pazza!”. Poi si affrettò a tamponare la ferita e a sincerarsi che stessi bene. Ero mortificata e ammutolita. Quella perdita di controllo, mi fece capire, che era giunto il momento di chiedere aiuto a un bravo medico, per curare i miei problemi ormonali. E’ stato quel ricordo a farmi provare una forte empatia per Vivienne Eliot. Ho imparato a mie spese che gli ormoni controllano la nostra vita, influenzano il nostro umore e i nostri comportamenti.

Gli estrogeni nutrono i nostri neuroni, ma se fanno i capricci, compromettono il livello di serotonina, l’ormone principe del tono e del colore dell’umore. La mia ginecologa mi ricorda sempre che la serotonina regola anche gli organi gastrointestinali e le funzioni neurovegetative. Non si dorme bene e il “colon diventa irritabile”, se vogliamo fare dell’umorismo. Senza gli estrogeni inoltre ci vanno di mezzo anche le endorfine, le nostre molecole della gioia. Si riduce dunque anche la dopamina, l’acceleratore biochimico del desiderio e della voglia di fare. Questo piccolo promemoria serve a rinforzare la convinzione che, nonostante tutto, le donne sono forti. E lo sono più degli uomini. Non me ne vogliano gli amici del Blog. Mia madre mi diceva sempre che il parto è l’espressione più alta della forza femminile, che passa attraverso il dolore e si consuma nell’amore verso un’altra vita.

Le dò ragione anche se non ho avuto figli. Sono convinta però che la maternità sia soprattutto un fatto di testa e di cuore. Ogni donna è madre, nel senso dell’accudimento e della cura per chi ama. Sia il destinatario di questo amore, un bambino, un uomo, un’altra donna oppure una comunità. Non sono una femminista, ma credo nella forza che risiede nella grazia e nella vulnerabilità, virtù molto femminili, che rendono ognuna di noi, libera e diversa. Libera di amare e diversa nell’esprimere questo amore, quindi unica. Non dimentichiamo la storia di Vivienne Eliot e come lei, le tante Vivienne, ancora oggi presenti nel mondo. Non c’è nulla di più vizioso che un maldicente professi la normalità.

E se lo tolleriamo, finiremo per trasformarlo in un castigatore, che giudica e infligge punizioni. Oltre alle nostre ghiandole però c’è anche il nostro vissuto, la nostra storia personale che ci dà tanto o ci toglie nella stessa misura. Non è solo colpa degli ormoni. Se ne avrete comunque cura, loro faranno altrettanto con voi. Saranno nelle stagioni della vita, non sempre i vostri migliori amici, ma sicuramente inseparabili e preziosi compagni di viaggio.

Un’ultima annotazione: andate a rivedervi il film “Tom e Viv- Nel bene, nel male, per sempre”, diretto da Brian Gilbert. L’attore Willem Dafoe è Tom Eliot.