Beh, io quest’anno ho dato. Davvero ho dato tanto, moltissimo. Pandemia, intervento all’occhio con nuovo dispositivo bionico, pit stop alla schiena. Ora direi anche basta. Mi vado a fare un bel bicchiere di Soave…a Soave. Quando si parla di Pedemontana Veronese il primo borgo a cui si pensa è di sicuro Soave. Il castello, simbolo del paese, è tra le più suggestive testimonianze medievali del Veneto e offre un panorama unico sulle colline circostanti e sui vigneti, dove si produce il Soave Docg, uno dei vini bianchi più conosciuti della Regione.
Il toponimo deriva molto probabilmente da SUAVE ovvero SVEVI, la popolazione barbara che invase le terre del nord Italia. Una bolla papale (Eugenio III) parla del luogo come Suavis, cioè terra dei Soavi.
Per l’epoca romana abbiamo, come testimonianza, i sepolcreti della frazione Castelletto, quello di contrada Cernìga, quello nei pressi della chiesetta della Bassanella ed altri. Documento più importante è quello che attesta per la prima volta l’esistenza del castello, in un secolo dove gli Ungari penetrano nell’Europa Occidentale. In realtà è probabile che il castello sorga su un antico fortilizio romano. Nel 1809 ci furono scontri tra austriaci e francesi in un’area tra Cazzano di Tramigna e Soave. Con il Congresso di Vienna (1815), il Veneto passò nel Regno Lombardo Veneto fino a quando, nel 1866, anche Soave entrò a far parte del Regno d’Italia.

 Santuario di Santa Maria della Bassanella – XI secolo
 Duomo di San Lorenzo – XIII secolo
 Chiesa di San Giorgio – XIII secolo. Situata in Borgo Covergnino (sulla strada per Monteforte d’Alpone si vedono le indicazioni), quasi sicuramente diede il nome al borgo in quanto Covergnino non è altro che la deformazione linguistica di conventino (ovvero piccolo convento, quello che esisteva a fianco della chiesa). Venne edificata nel Duecento per volontà dei Francescani.
 Chiesa di Santa Maria dei domenicani (o Santa Maria di Monte Santo) – XV secolo. Il tempio che sorge a pochi passi da piazza Antenna, sulla strada che porta al castello, venne edificato nel 1443 inizialmente in stile romanico. Fu riedificata nello stesso secolo per consiglio e sotto la direzione di fra’ Giocondo, soavese d’origine secondo la tradizione e autore della loggia che porta il suo nome in piazza dei Signori a Verona.
 Chiesa di Sant’Antonio – XVII secolo. In via San Matteo, venne fatta costruire nel 1677 da Matteo Cusani, di nobile famiglia che aveva ricchi possedimenti a Soave e in altre località della provincia veronese.
 Chiesa di San Rocco – XV secolo. Usciti da porta Aquila, sulla strada che va a Castelcerino, venne eretta nel XV secolo sull’area di un antico cimitero romano.
 Palazzo Sambonifacio – XIII secolo
 Palazzo di Giustizia (Soave) – XIV secolo. Sorge in piazza Antenna, in pieno centro del paese. Edificato nel 1375 per volere di Cansignorio della Scala che vi insediò come rettore, governatore e giudice Pietro della famiglia Montagna (come si legge da un’iscrizione in versi sotto il poggiolo).
 Palazzo Scaligero – XIV secolo. Costruito per volontà di Cansignorio della Scala nei pressi di Porta Aquila, era l’antica residenza dei Pretori e Governatori di Soave; successivamente, in epoca veneziana, divenne residenza dei Capitani della Serenissima.
 Palazzo Cavalli – XV secolo. Edificio che sorge a lato di piazza Antenna, venne costruito nel 1411 per volontà di Nicolò Cavalli, capitano di Soave, in stile gotico – veneziano.
 Palazzo Moscardo – XVII secolo.


Le Mura, vennero costruite nel 1369 per volontà di Cansignorio della Scala e raccolgono al loro interno il nucleo storico di Soave.
Soave è, oltre che un paese assolutamente da vedere, una zona collinare con un microclima talmente particolare che,
solo in quell’area, crescono dei vitigni autoctoni dai quali la ricca produzione di vino DOC, il Soave, appunto. L’Associazione Strada del Vino Soave propone ai propri associati, agli operatori del settore turistico enogastronomico e alla stampa di settore, come il punto di riferimento
ideale per conoscere il territorio nei suoi aspetti più tipici e, perché no, golosi.

I vini prodotti nella zona sono:
SOAVE DOC: Può essere considerato il vino bianco italiano per eccellenza. E’ un vino essenziale e caratterizzato da una vibrante acidità. Dal punto di vista organolettico ha un colore delicato, un naso nitido ed uno sviluppo gustativo rapido ed appagante.

SOAVE CLASSICO: E’ senz’altro un vino bianco più complesso, ottenuto nella fascia collinare dei comuni di Soave e Monteforte d’Alpone. E’ ideale negli abbinamenti con i pesci di mare, i crostacei, con gli antipasti, le minestre ed in genere con le pietanze gustose e leggere, anche con le carni bianche.
SOAVE SUPERIORE DOCG: Nasce da un progetto più ambizioso, da una accurata selezione dei vigneti e delle uve, curando particolarmente l’evoluzione del vino in cantina. Questo è un bianco di valore assoluto dove il rapporto con il cibo diventa ideale con formaggi, uova e carni bianche fino ad arrivare al baccalà.

RECIOTO DI SOAVE DOCG: Nel 1998 è stato il primo vino veneto ad ottenere l’attribuzione della Denominazione di Origine Controllata e Garantita. Il Recioto è però un vino di antichissima tradizione. Visitate il sito www.soaveturismo.it e scoprirete tesori del mio Veneto che…correrete subito a prendere.
Ciao, cari amici di Matilde.