Il Bangladesh vanta il piu’ alto tasso di crescita di ricchi. In altre parole diventare ricchi in Bangladesh non è solo possibile ma a quanto pare anche veloce.
E adesso vi spiego come. Ci sono due modi, uno legale e uno meno legale.
Per il primo basta puntare su un prodotto o un’idea giusta per avere una platea di probabili consumatori di 160 milioni di persone. E’ vero, non tutte hanno lo stesso potere d’acquisto ma, anche se ne rimangono la meta’, è sempre un buon numero per fare eccellenti profitti.
L’altro metodo si chiama ghus in Bengali, in italiano mazzetta.
E’ notizia di questi giorni la storia di Malek, l’autista.
La sua faccia è apparsa sulle prime pagine di tutti i quotidiani, il suo nome è sulla bocca di tutti tanto che diventera’ sicuramente in futuro il termine per antonomasia per indicare il piu’ abile dei faccendieri.
Ripercorriamo la sua storia.
Malek (nome completo Abdul Malek Badol), studia fino alla terza media (sempre che il suo certificato sia genuino) e viene assunto come autista di un progetto finanziato dal Ministero della sanita’ nel 1982.
Dopo quattro anni il suo posto viene riconfermato e passa al servizio del direttore del ministero.
La promozione gli da una tale iniezione di autostima e fiducia nelle sue capacita’ che si mette all’opera e inizia la sua scalata che lo portera’ ad ammassare fino al giorno del suo arresto un tesoretto di 10 milioni di Euro. Come prima cosa usa la sua posizione per far assumere la figlia e il genero al ministero e ben altri 27 parenti in varie posizioni (leggi: i favori si pagano).
Diventa il leader dell’associazione autisti del ministero e questo gli garantisce per diritto un posto nelle riunioni per la selezione di nuovi dipendenti (leggi: preparava le liste con i candidati da lui scelti facendo assumere nella sua carriera oltre 100 persone); avvia attivita’ commerciali usufruendo di risorse del ministero, costruisce due palazzine di sette piani con 24 appartamenti per le sue due mogli, accumula terreni, conti in banca, auto, ecc. ecc. ecc.
Un uomo baciato dalla fortuna: la prima essere assunto come autista del direttore, la seconda essere assunto come autista di un direttore farlocco.
Si sa, chi sta con lo zoppo impara a zoppicare e mai come in questo caso il detto sembra piu’ appropriato. I due diventano anche senza volerlo e senza saperlo complici. Mentre lo porta in giro in macchina, Malek è testimone di trattative, accordi sottobanco e diventa, oltre che un gran origliatore, suo confidente e consigliere facendone, letteralmente, tesoro.
E mentre magari persone piu’ intelligenti e sofisticate di lui fanno emigrare i soldi all’estero, lui li espone alla luce del sole contando sull’omerta’, sul fatto che tutti prima o poi hanno bisogno di qualche favore e su un sistema giudiziario estremamente corrotto che fa acqua da tutte le parti.
Di Malek ce ne sono tanti, soprattutto nella giustizia, negli uffici pubblici, negli uffici del catasto, nel settore degli appalti pubblici per citarne solo alcuni.
Se vengono scoperti è perche’ qualcuno ha fatto la spia non tanto per dovere morale quanto piuttosto per gelosia.
Purtroppo la sfortuna di Malek non è stato un cittadino particolarmente onesto o geloso ma il Corona Virus.
Diventato il centro dell’attenzione per svariati motivi durante l’epidemia, vedi per esempio l’arresto del proprietario del famoso ospedale che procurava certificati COVID falsi facendosi pagare dai pazienti mentre allo stesso tempo incassava il rimborso del governo e operava senza licenza, il ministero della salute e i suoi dipendenti diventano il bersaglio di indagini da parte della polizia.
Il Virus ha esposto vergognosamente tutte le irregolarita’ fatte in passato per esempio nell’acquisto di medicinali, macchinari e attrezzature ospedaliere; da qui le inchieste e l’emergere poco alla volta della verita’ e l’arresto di vari personaggi pubblici tra cui anche il nostro Malek.
La sua storia, dagli inizi umili a una vita da nababbo (v. la foto della porta del suo appartamento), è diventata una barzelletta; non conosco nessuno che non abbia riso alla notizia, i meme su Internet sono all’ordine del giorno. E c’ è, sono sicura, qualcuno che lo prendera’ ad esempio.
Alla domanda cosa vuoi fare da grande, non mi stupirei di sentir rispondere: L’AUTISTA!
Tutto questo per dimostrare che la corruzione fa talmente parte del DNA del Bengalese che oramai nessuno ne’ si stupisce di certe notizie ne prova rabbia. forse solo rassegnazione e gelosia. Di certo i suoi appartamenti non gli verranno confiscati o messi all’asta, le sue attivita’ economiche continueranno, I suoi parenti non perderanno il posto di lavoro.
La sua è la storia del self-made man che ha saputo cogliere le occasioni offertegli; come, non importa.
Se è vero che ha approfittato della stupidita’ e dell’incompetenza del suo capo allora, vista l’estensione del livello di corruzione del paese, è proprio il caso di dire che siamo governati da una banda di idioti.
Non si è mai corrotti da soli; c’ è sempre un complice che ci aiuta materialmente o che ci aiuta standosene zitto.