A Washington è iniziato un nuovo capitolo della storia americana con la cerimonia di insediamento del 46esimo presidente degli Stati Uniti.
“Sarò il Presidente di tutti gli americani”, ha ripetuto con forza Joe Biden nel suo discorso inaugurale, dopo il giuramento a Capitol Hill. “La storia americana dipende da tutti noi”, ha detto ancora Biden. “Abbiamo passato tante tempeste – ha continuato – ma siamo brave persone. Il nostro viaggio continua tra pericoli e opportunità. Dobbiamo ripristinare l’anima degli Stati Uniti. Serve la democrazia e l’unità”. Con queste parole Biden ha promesso di difendere la democrazia contro la violenza, gli estremismi e il razzismo. Ha spiegato che la battaglia sarà dura ma la storia mostrerà il percorso di unità. Ha usato anche una metafora di speranza: “La gioia arriverà all’alba”. Biden ha ricordato i 400mila morti della pandemia, l’assalto al Campidoglio e la pagina buia del terrorismo domestico.

Il nuovo presidente ha concluso che è il momento della responsabilità, del lavoro e della preghiera per costruire il futuro del Paese. Kamala Harris è la prima donna vicepresidente. Ha giurato sulla Bibbia appartenuta a Thurgood Marshall, il primo afroamericano a servire alla Corte Suprema. E’ stata una cerimonia diversa. Senza pubblico a causa del virus ed è per questo che sono state posizionate 200mila bandierine a stelle e strisce sulla spianata. E’ stato commovente quando Lady Gaga ha cantato l’inno nazionale americano. Il contrasto del corpetto nero con la gonna rossa come la corolla di un tulipano. Ieri si è vista una Washington blindata. Migliaia di uomini della Guardia nazionale hanno presidiato la cerimonia di insediamento. Misure così non si vedevano dall’11 settembre. Su questa giornata storica, l’Inauguration Day, ci riferisce da Washington la nostra inviata, Angela Vitaliano.