Non ci crederete mai ma l’elettrodomestico più venduto in Bangladesh da quando è iniziata la Pandemia di COVID-19 è la lavatrice.
Già io l’avevo previsto, ma trovarlo confermato sulla prima pagina del giornale è stata una bella soddisfazione, a conferma che il bengalese, uomo o donna che sia, non solo non ha più segreti per me, ma anzi riesco ad anticiparne i comportamenti.
Come mai? Chiaro, per paura di essere contagiati, già alla scoperta del primo caso positivo a Dhaka, hanno lasciato a casa le domestiche. E’ la bua, la domestica appunto, che si occupa del bucato. Ogni giorno se ne ritrova almeno una bacinella piena. Come già detto varie volte, la lavatrice è un lusso per ricchi, magari quelli che hanno vissuto a lungo all’estero o che viaggiano spesso e quindi sanno quanto sia comoda, e per gli stranieri. Per gli altri semplicemente non fa parte del loro sistema di concepire la realtà domestica che è fatta appunto dall’andirivieni di domestiche, autisti, giardinieri, portinai, faccendieri, ecc. Insomma c’è sempre qualcuno pronto a fare quello che tu, per rango sociale, non puoi fare o quello che, per pigrizia, non hai voglia di fare. Non lo fanno gratis, sia ben chiaro, ma quello che chiedono è talmente poco, che non vale la pena alzarsi dal divano o vestirsi per uscire.
Anche le case rispettano questa realtà. In tutte, anche in quelle di recente costruzione, ci deve essere l’’appartamentino per la domestica, per chi decide di averne una fissa: una stanza minuscola di 2 metri per 3 se tutto va bene con annesso bagno di non piu’ di 1 metro per 2: la doccia sta sopra la turca, che qui con malcelato disprezzo chiamano il “bagno indiano”, perchè a detta dei bengalesi gli indiani sono troppo tirchi e non amanti del lusso per comprarsi un water; fra la doccia e il bagno indiano c’è il rubinetto dell’acqua, senza lavandino, e posizionato all’altezza delle ginocchia, ideale per riempire il secchio per lavare i pavimenti. Anche la porta d’accesso è piccola; una persona leggermente in sovrappeso si dovrebbe mettere di fianco per passare. Le domestiche, con quello che prendono e la vita che fanno, non sono mai grasse, quindi perche’ spendere per una porta piu’ grande?
Chi se ne vuole disfare, come avremmo voluto fare noi quando abbiamo comprato l’appartamento, non lo può fare perchè al momento di rivenderlo nessuno lo comprerebbe. E allora lo stanzino della domestica è diventato uno sgabuzzino con frigo, lavatrice e stendino, altro non ci sta. Impensabile mettere la lavatrice in bagno, non sarebbe passata per la porta neanche a spingerla. Anche la connessione non è compresa nel prezzo. Per averla abbiamo sborsato 200 Euro. Insomma chi vuole la lavatrice deve lottare, soffrire e pagare.
A parte questo, la questione economica è solo in parte un ostacolo. Ci sono lavatrici semiautomatiche che costano circa 70 Euro; pero’ devi scaldare l’acqua, aprire lo sportello in alto, versarla, chiudere, azionarla, riaprire lo sportello per mettere il detersivo, richiuderlo, azionarla di nuovo, e cosi via. Una seccatura e poi bisogna sempre pagare la domestica che faccia tutto questo.
Oppure si puo’ fare come la signora del settimo piano della mia palazzina che usa la lavatrice per le cose “grandi” e la domestica per tutto il resto.
La richiesta di lavatrici è aumentata di 4 volte. Se prima ne vendevano circa 100.000 l’anno, da marzo a oggi ne hanno vendute piu’ di 400.000. Anche una nota marca che vende articoli per la casa esclusivamente in plastica, sedie, tavoli, divani, mobilio vario, scaffali, ecc. offre ora la sua linea di lavatrici a partire da 40 Euro. Saranno sicuramente per la maggior parte in plastica ma basta che funzionino fino alla fine della pandemia e poi tutto torna come prima.
Per farvi capire quanto la questione della lavatrice sia un problema che riguarda la domestica e non la padrona di casa, vi invito a guardare il video della pubblicità della nota marca locale di elettrodomestici Walton, che qui vi traduco sommariamente. La padrona di casa, truccata, vestita di tutto punto e ingioiellata sta facendo un colloquio per assumere una nuova domestica e le spiega cosa dovrebbe fare; dandole del tu dice: ‘ogni giorno devi scopare, lavare i pavimenti e fare due secchi di bucato’. “Ma come?” -fa la domestica- “in questa casa non c’è la lavatrice? Lo sa che la moglie del consigliere municipale ne ha appena acquistata una? Una Walton a soli 999 Taka al mese?”. La padrona, che non vuole essere di meno, decide di comprarla e anche di assumere la domestica perche è “sveglia” quindi sicuramente svolgerà i suoi compiti bene. Brava e furba la domestica, un po’ meno la padrona di casa