Ecco alcune curiosità:
La prima riguarda il Kohl ( o Kajal in arabo) che viene usato soprattutto nell’antico Egitto e nella tradizione indù. Si presenta come una specie di pasta, composta da fuliggine, un particolare unguento grasso con polvere di piombo. Una crema non del tutto innocua, perchè capace di provocare infiammazione cutanee molto serie. Non è certo il Kajal che troviamo oggi in commercio!
Nel Medioevo si diffonde la convinzione che un viso bianco sia simbolo di nobiltà, mentre un viso scuro sia la prova di un lavoro all’aria aperta, quindi di appartenenza a una classe sociale più bassa. Le donne usano delle paste per schiarirsi il volto: ossidi di di argento misti a grasso oppure, biacca, limone, aceto bianco e albume. La fronte delle donne deve essere alta e per questo viene depilata, mentre le guance devono essere più scure, ottenute con polvere di zafferano.
Un’altra curiosità esplora l’arte della messa in piega. Nel 1700 la moda vuole capigliature tutte tese verso l’alto. La regina di Francia Maria Antonietta è famosa per le sue pettinature torreggianti realizzate anche con dei supporti di legno. Le donne iniziano a usare del grasso per mantenere intatte le loro capigliature. Si coricano addirittura con delle gabbie, a protezione della loro testa, per evitare che topi ad altri animali possano trovare rifugio tra i loro capelli sporchi. Una cosa Una realtà terrificante ma vera. C’è poi la moda dei nei finti per coprire le imperfezioni. Un correttore insomma ante litteram!
Nel 1900 le icone della moda sono Greta Garbo o Marlene Dietrich che con il cinema esaltano un trucco incentrato sullo sguardo. Nasce in questo periodo il primo fondotinta creato dalla casa di cosmetici Max Factor. Il fondotinta che è diventato un alleato dell’incarnato femminile.
Ed ora a colpi di pennello e palettes colorate, la creatività e la fantasia della nostra Lillith, nei suoi incredibili gothic make up.






