Con l’aumento delle restrizioni per controllare la diffusione del covid-19, ancora una volta, per la maggior parte del tempo, resto a casa. Così ho notato un libro, comprato tanto tempo fa, ma ancora non letto: “Alla ricerca di Hassan”, di Terence Ward.
Prima della Rivoluzione islamica in Iran, diverse famiglie americane ed europee vivevano qui, per via del loro lavoro. La famiglia Ward era una di queste, ma dopo la rivoluzione non è stata in grado di tornare per lunghissimo tempo, fino a quando, si sono aperte delle piccole finestre, per i turisti americani che volevano visitare l’Iran. Quando gli Ward vivevano in Iran, Hassan con la sua famiglia viveva a casa loro e si occupava delle facende domestiche. Specialmente Trans aveva tantissimi bei ricordi di lui e della loro vita passata in Iran.

Quando è stato possibile tornare in Iran, gli Ward hanno deciso di venire qui alla ricerca di Hassan. Sapevano che lui era tornato al suo villaggio ma il problema era che non ricordavano esattamente il nome del suo luogo natale. Con l’aiuto di altre informazioni, hanno però indovinato la zona e hanno preparato l’itinerario. Dopo quasi 20 anni la famiglia Ward è tornata in Iran, affrontando le tante difficoltà e con la paura di quello che potevano trovare. Il resto sarà da leggere, per sapere come procede il loro viaggio e specialmente per capire se, alla fine, riescono a trovare Hassan oppure no!
Per me, oltre la storia principale, è stato interessante scoprire come gli Ward vedevano l’Iran, dopo 20 anni, e osservare la reazione della gente rispetto agli americani.
Una cosa per me è chiara: può succedere che gli stati non vadano d’accordo politicamente, ma i popoli, volendo, possono rimanere amici.