E dopo aver visitato il quartiere Tufello, mi sposto in prossimità delle torri circolari di Val Melaina, complesso residenziale popolare degli anni ‘70, noto anche perché proprio in questa zona molti anni fa Carlo Verdone girò “Un sacco bello”.
Vi confesso che camminare qui, sotto queste enormi torri, nel primo pomeriggio è abbastanza inquietante: pochissimi gli incontri, ingressi bui si alternano a pareti scarabbocchiate da improvvisati writers, intonaci cascanti quasi ovunque.
Ma, infilato in tanto grigiume, si apre davanti ai miei occhi uno spazio coloratissimo i cui disegni sulle pareti non sono casuali, anzi appaiono come delle vere e proprie opere d’arte e tra queste la Trilogia di Esopo dell’artista romano Lucamaleonte.
Lo street artist sceglie le favole “la lepre e la tartaruga”, “ Il pavone e la gru” e “ la volpe dalla pancia piena” e trasferisce i personaggi negli enormi murales che abbelliscono lo spazio antistante al poliambulatorio della ASL Rm 1, situato al pianterreno di una dele torri.
Questa scelta non è del tutto casuale in quanto le favole di Esopo, rivolte ad adulti e bambini, contengono messaggi nelle loro morali in questo caso un invito a superare le difficoltà e ad accettarsi per ciò che si è. E così i murales di Lucamaleonte, i suoi giganteschi personaggi e gli accesissimi colori danno vita al progetto In Fabula Salus, cioè la favola come fonte d’ispirazione per i pazienti del Centro di salute mentale e riabilitazione in età evolutiva e per chi abita in questo complesso popolare un po’ abbandonato a se stesso.
Uscire da una realtà grigia e opprimente e imparare ad affrontare la vita credendo nelle proprie risorse e nelle proprie potenzialità diviene un percorso di riscatto e speranza. E l’arte, anche questa volta, a servizio della comunità è senza dubbio il mezzo migliore per far conoscere e rivalutare le periferie attraverso la conoscenza di luoghi e persone.












