Se ne va Ennio Morricone all’età di 91 anni.

Esce di scena, ma ci lascia le sue colonne sonore, senza tempo e senza limiti. Molte scene cinematografiche, passate alla storia, vengono ricordate proprio per l’accompagnamento musicale. Prova che il cinema si è sempre piegato alla sua arte. Ha scritto 500 colonne sonore per cinema e tv.

Quella musica da film che, per Morricone, deve essere musica in se stessa. Solo in questo modo può agire sulla psiche dello spettatore, amplificandone così a livello inconscio la capacità di partecipazione emotiva. Morricone è il compositore amato da tutti, perchè non rinuncia a farsi comprendere dal pubblico. Collabora con i grandi registi come Sergio Leone, Duccio Tessari, Brian De Palma, Oliver Stone e altri meno famosi. Di premi e riconoscimenti ne ha collezionati tanti tra cui David di Donatello, il Leone d’Oro e l’Oscar, uno alla carriera e l’altro per “the Hateful Eight” di Quentin Tarantino nel 2016.

Sempre nel 2016 gli viene attribuita la stella numero 2574 nella Celebre Hollywood Walk of Fame a cui si aggiunge la pubblicazione  dell’autobiografia “Inseguendo quel suono” in collaborazione con Alessandro De Rosa. La fama del grande compositore è trasversale e tocca intere generazioni. Merito, secondo lui, della semplicità della forma. Usa accordi semplici che generano una assoluta perfezione a cui si accompagna, per tutta la vita, un costante lavoro di ricerca e sperimentazione musicali.

Versatile, prolifico nella sua creatività. Persona riservata, semplice anche nella vita. E’ stato lo stesso Morricone a scrivere di suo pugno il necrologio. Nell’incipit si legge: “Sono morto. A mia moglie Maria, il più doloroso addio”.

I funerali si sono svolti in forma privata. “Per una sola ragione -scrive Morricone- non voglio disturbare”. In questa uscita di scena la semplicità della forma è la sua assoluta e immortale grandezza. Grazie maestro!