Aumentano i positivi, i posti letto in ospedale vengono occupati sempre di più e le rianimazioni in tutta la Francia si stanno riempendo in maniera preoccupante, per frenare tutto ciò’ il 30 ottobre é iniziato il secondo confinamento in tutta la Francia. Certo niente a che vedere con il primo, le scuole restano aperte, si predilige lo smart working, ma se non é possibile fare altrimenti possiamo uscire per recarci al lavoro. Molti dubitano dell’effetto positivo di questo confinamento diciamo più « elastico » rispetto al primo. Il sindaco di Parigi vi ha aggiunto un coprifuoco, ma solo per la capitale. A giorni avremo un resoconto da parte del presidente francese per sapere se si continua cosi o ci si « confina » sul serio. Nessuno osa parlare delle vacanze di Natale….non vogliamo bruciare le tappe e non vogliamo pensare al peggio. Per l’economia del nostro paese si fa uno sforzo tutti insieme….si cerca di non ordinare su Amazon o altre piattaforme, si ordina dai nostri negozianti e poi si va solo a ritirare il pacco di persona. Non ci crederete ma ieri c’era la coda davanti alla piccola libreria sotto casa mia. Una decina di francesi che aspettava il proprio turno per ritirare i libri….che bello! Qui si legge ancora. L’economia deve continuare…ecco un bellissimo esempio di una coppia titolare di un’ azienda di allevamento di bovini situata nel dipartimento dei Vosgi (est della Francia). Hanno creato un nuovo formaggio battezzato « Il confinato ». Durante il primo confinamento un po’ per caso, un po’ per trovare qualcosa di nuovo, Laura e Lionel, iniziano questa avventura. 6 mesi dopo non riescono a soddisfare le troppe richieste.

Avevano fatto più esperimenti, ma in realtà a loro mancava il tempo per potersi concentrare sulla creazione di un nuovo formaggio, il tempo a disposizione lo hanno avuto a marzo ed aprile. Tutto inizia un po’ per caso, dimenticano dei formaggi in un angolo della loro cantina, le loro vendite erano diminuite dell’ 80% e la loro produzione era invenduta. Nasce l’idea di approfittarne per fare una « creazione « nuova. Già produttori di formaggio bianco, con latte di mucca (tipo camembert e munster), adesso al loro attivo anche il confinato! Nome depositato, ovviamente, per garantirne l’esclusività.

Si sono fatti pubblicità sulla loro pagina Facebook e hanno venduto tutto lo stock. 12 euro al kg, per una produzione massima di 40 kg a settimana. Piccoli produttori (hanno solo 25 mucche e 90 mila litri di latte all’anno) non possono garantire questa chicca a tutti i loro clienti.

Sappiamo tutti che l’economia sta soffrendo e soffrirà ancora per vari mesi in seguito a questa crisi, ma ogni tanto storie come questa possono trasmettere un po’ di positività, come un raggio di sole che passa attraverso questo velo oscuro chiamato confinamento.