La neve torna in Francia in questi giorni. In Bretagna ce ne sono già 10 cm, completamente inusuale per la regione. 31 dipartimenti francesi sono in allerta, in pratica la Francia é tagliata in due, la parte nord é sotto zero e il sud invece gode di temperatura al di sopra dello zero. Parigi é tra i dipartimenti in allerta: neve e soprattutto ghiaccio che renderà le strade difficilmente percorribili nelle prossime ore e giorni. Alcuni dipartimenti stanno ancora lottando con l’alluvione da più giorni e tutti stiamo lottando contro la crisi sanitaria. Insomma, una crisi supplementare in un paese già in crisi.

Nel Nord hanno già attivato il dispositivo detto « grande freddo » che consiste nell’aprire d’urgenza palestre, alberghi o altri edifici per accogliere i senza tetto. Ma anche un’assistenza particolare per la popolazione più debole, come ad esempio aiutare le persone anziane. La linea telefonica d’urgenza, il 115, dispone di più impiegati, e squadre mobili sono pronte a partire ad ogni momento. A Calais hanno aperto 300 nuovi posti per accogliere i migranti in poche ore.

Il porta parola del sindaco di Parigi allerta sulla gravità della situazione nella capitale. Grazie soprattutto a delle associazioni di volontari nelle ultime settimane si sono viste iniziative solidali eccezionali, ad esempio da qualche giorno un teatro (la Gaieté Lyrique) accoglie chi ha bisogno di un posto al caldo e soprattutto di un pasto. Già da qualche mese, a titolo di esperimento alcuni uffici di notte ospitano i senza fissa dimora. Di giorno ci sono i dipendenti (pochi, molti sono in smartworking) e di notte vengono reciclati spazi che tanto rimarrebbero vuoti. Ma non basta.

Quando la temperatura sfiora i 0 gradi la municipalità prevede delle ronde notturne per trovare le persone in difficoltà e proporre loro dell’aiuto, ma denunciano il fatto che non c’é più posto nei centri di assistenza. Si stimano a 136 mila persone coloro che trovano un « tetto » di fortuna in Francia e 25 mila sono a Parigi. Se lo stato dichiara lo stato di emergenza molti edifici potranno essere requisizionati.

Il 50% degli alberghi parigini sono chiusi da quasi un anno, come anche i teatri, palestre ecc, lo stato potrebbe esigere il loro utilizzo per dare asilo alle persone che vivono per strada. I centri di accoglienza che già esistono sono aperti solo di notte, il problema é che fa freddo anche di giorno, il portaparola del sindaco parigino chiede allo stato l’apertura 24/24.

Un inverno di cui ci ricorderemo anche se non battiamo il record del dicembre 1879 quando la temperatura in Francia é stata di -25 gradi oppure l’inverno del 1954 con -15 gradi. Quell’anno un giovane abate di nome Pierre lancio’ un appello via radio per chiedere la solidarietà della popolazione verso chi vive per strada, fu un successo e porto’ alla fondazione dei centri ormai famosissimi Emmaus. L’abbé Pierre fu rivoluzionario, riesci’ a smuovere mari e monti per aiutare i più bisognosi.

Ci vorrebbe un altro abbé Pierre in questi giorni .

« On ne peut pas, sous prétexte qu’il est impossible de tout faire en un jour, ne rien faire du tout » Abbé Pierre