Ho voglia di scrivere dopo aver letto l’ultimo libro di Folco Terzani. E così riprendo a scrivere. E’ come se questa fiaba esopica moderna mi avesse cercata e, all’improvviso, trovata. Il primo richiamo è già nel titolo del libro: “Il Cane, il Lupo e Dio”. Le parole, Cane, Lupo e Dio sono scritte con le lettere maiuscole. Un particolare che cambia tutto e vuol dire tutto. Mi colpisce, subito, l’immagine della copertina. Uno dei sessanta acquerelli di Nicola Magrin che danno forma visiva alla storia di Folco Terzani. In una macchia di luce c’è la sagoma di un lupo. Avrete capito che la scelta di questo libro è tutta una faccenda personale. Il racconto ruota intorno a un cane, abbandonato dal suo amato padrone. Un cane che, all’improvviso, perde il suo bel collare. Si ritrova come un re senza corona .

E tutto cambia – scrive l’autore. Il cane diventa, dunque, un randagio. Incerto nel suo cammino e incapace di procacciarsi il cibo. E’ spaventato, perché si rende conto che non è facile essere liberi. Ma è possibile – scrive l’autore. Il cane farà questa scoperta grazie a un branco di lupi che lo accompagnerà lungo l’antica via fino alla Montagna della Luna, la sorgente della vita.

“Quell’oltre e oltre” di cui parla l’autore. Il libro è una storia sul senso della rinascita, sul superamento dei propri limiti, attraverso le perdite e i nuovi incontri. Il cane, quindi, si unisce al branco di lupi per trovare quello di cui ha bisogno, continuando a correre.

Questo, tra l’altro, è il lavoro di ognuno di noi.  E in questa corsa nel bosco, tra le braccia erbose della natura il cane cammina e cammina. Passo dopo passo, come il cane del libro, parola dopo parola, anch’io incontro Kalu. Il lupo nero e forte del branco di cui racconta Folco Terzani.

Chi mi conosce, chi conosce Matilde, sa che Kalu è il mio mondo interiore fatto di albe e crepuscoli. Kalu è il lupo guida della mia storia personale che si scrive, però, aggiungendo una lettera: Khalu. Kalu oppure Khalu non ha importanza. Lui è il mio compagno di viaggio finito e riniziato. Ma all’improvviso, Kalu se ne va. Muore. “E pensare che ci eravamo intesi così bene”- scrive l’autore.

 

 

 

I miei occhi si fanno così pesanti da diventare un letto di lacrime. Di Folco Terzani so che è un documentarista e sceneggiatore. Scopro che “Il Cane, il Lupo e Dio” arriva dopo dieci anni di viaggio in Asia. In questo libro ci sono gli incontri dello scrittore, le montagne bianche dell’Himalaya, i Tibetani e gli asceti indiani. C’è il senso del Divino, il ricordo di Madre Teresa di Calcutta, visto che Fosco lavora un anno alla Casa dei Morenti fondata dalla missionaria.

In questi libro c’è la forza e l’intensità del pensiero del suo “babbo”, il grande giornalista, Tiziano Terzani. Queste, però, sono cose che sanno tutti. La vera rivelazione è che questo libro sembra essere scritto solo per me in un momento in cui avevo bisogno di fiducia. ”La fiducia è la qualità più potente di tutte”, dice l’albero Gigante, creatura secolare e saggia della foresta. Solo con la fiducia si raggiunge la meta.

Ci sono tanti modi per stare al mondo. Io sto cercando il mio. Come il cane, anch’io, senza il mio vecchio amico Kalù, mi chiedo se abbia senso continuare il viaggio. Mi risponde il vecchio lupo del libro: ”Vai. Vai fino a che non ce la fai più e poi continua ad andare”. E così fa il cane e così faccio anch’io. Cammino. E “il tempo passa” – scrive l’autore – “finché non si vede qualcosa che non è il niente”. Lo si vede dall’altra parte del cielo, attraverso la nebbia. E’ l’Immanente.

 

 

Personalmente sono ancora in viaggio. Non ho trovato ancora la mia Montagna della Luna, perché ho appena iniziato a capire di avere molte più risorse di quanto avessi mai pensato. Questo grazie al mio fedele compagno e a quella scintilla divina che brilla tra le cose e nelle persone. Sto attraversando la vita con il bisogno di conoscere. “Perchè più cose sai e meno cose hai”, dice il lupo. Quello che mi serve è dentro di me e intorno a me. Durante il  viaggio, mi fermo spesso a ricordare, ma nella mia nostalgia, il mio Kalu non è stato mai così presente. E’ così che il buio si spegne nella luce con una nuova consapevolezza. E Folco Terzani ancora una volta mi viene in aiuto.