Care amiche dei Segreti, in questi mesi estivi sono molto occupata con il mio lavoro ed ho trascurato un pochino
l’impegno con questa rubrica, come sapete sono gelatiera e da Pasqua fino all’equinozio d’autunno trascorro il mio tempo a vendere coni-gelato, coppette e specialitá con panna e amarena e cioccolato fuso e frutta di stagione e tropicale! Ma venerdí scorso sono riuscita a ritagliarmi qualche ora al mattino per vedere personalmente una piccola “preziositá” che proprio in questi giorni Praga ha messo a disposizione dei suoi cittadini e di tutti i turisti che affollano la cittá durante l’estate. Si tratta di un’antica giostra costruita alla fine dell’ottocento con diciannove cavalli che dopo molti anni di inutilizzo a causa del suo stato di abbandono é stata ristrutturata, rimessa in funzione e posizionata al centro del parco Letna nel cuore di Praga.

Un lavoro lungo e complesso sia per la difficoltà di reperire i materiali originali dei componenti, infatti i cavalli sono rivestiti con vera pelle equina, sia per la mancanza di fondi, cosa che ha portato a continue interruzioni dell’opera di restauro. Non mi dilungo a raccontare gli stadi del rinnovo, né le le peripezie burocratiche per riportare la giostra al suo splendore originario perché preferisco immergermi nel mondo fantastico che la avvolge, un’atmosfera fiabesca che ti riporta quasi indietro nel tempo. Dopo aver attraversato gran parte del parco, arrivo nella piccola radura dove si trova questo piccolo monumento, pago la corsa e salgo con molta attenzione su un cavallo dal manto rossiccio che mi guarda con i suoi occhi di vetro e mi dice:
“Mi chiamo Flora, non aver paura di salire , non mi fai male! Posso portare sulla mia groppa anche persone che pesano cento chili, vero Semik?” E si rivolge all’amico davanti a lei, uno stallone un po’ piú alto ma dello stesso colore che abbassa la testa, mi guarda e aggiunge:
“Ne abbiamo viste di cose in questi secoli! Due guerre mondiali e due rivoluzioni e abbiamo sempre lavorato portando gioia ad adulti e bambini di tante generazioni!”

Uno alla volta i diciannove cavalli si presentano e mi raccontano i momenti piú belli della loro lunga vita, in particolare Poly manifesta la sua soddisfazione per il nuovo look che abili artigiani le hanno apportato:
“Hanno rimesso a nuovo le mie zampe di legno e tolto la ruggine dallo scheletro! Anche l’imbottitura di paglia é stata sostituita…sai aveva la muffa”
Alzo gli occhi e noto che la colonna centrale, il perno, attorno al quale ruota la giostra, è decorata con tre armature di cartapesta e accorgendosi della mia curiositá Avar mi informa che anche i loro amici cavalieri sono stati ripuliti e restaurati, ma stanno sull’attenti e non possono dialogare con i passeggeri del carosello e poi aggiunge:
“Mi ricordo che quando iniziammo quest’avventura nel lontano 1894 c’era un omino che ci faceva girare, poi introdussero tutta una serie d’ingranaggi e ora ci muoviamo con l’elettricitá. Sono cambiate tante cose in centoventi anni, soltanto un particolare é rimasto lo stesso: lo sguardo dei bambini che vengono da noi tutti i giorni, la loro emozione, la loro genuina felicitá… il cuore dei bambini non é mai cambiato!”
Un abbraccio Matilde!