Oggi vi voglio far vedere il video girato da GMB Akash, un fotografo e attivista Bengalese, dedicato a Nur Jahan, la prima donna a guidare un rickshaw a Dhaka.
Il video secondo me e’ interessante per una serie di motivi. Innanzitutto perche’ ci fa conoscere la storia di questa donna che, dopo il fallimento dell’attivita’di pelletteria che aveva avviato dopo la morte del marito nel 2007 a causa del trasferimento della conceria con cui lavorara fuori Dhaka, ha deciso di intraprendere questa strada. Il padre da piccola le aveva insegnato a guidare un rickshaw forse per divertimento senza pensare che un giorno sarebbe stato questo lavoro a garantirle la sopravvivenza. Superate le prime diffidenze da parte del titolare del garage da cui prende in affitto il rickshaw e quelle dei passeggeri, oggi Nur Jahan e’ un volto noto per le strade di Dhaka. Il rickshaw e’ diventato la sua salvezza perche l’ha resa indipendente, autosufficiente e soprattutto libera.


Non uso spesso il rickshaw, ma spero di incontrarla un giorno e se dovesse succedere mi farei portare in giro da lei anche se non ne avessi realmente bisogno. L’unico rammarico e’ che guida un rickshaw a motore. Non mi piacciano, perche’ vanno troppo veloci e quindi diventano pericolosi e proprio per questo qualche anno fa erano stati banditi dalle strade di Dhaka. Purtroppo, come succede spesso qui, le leggi esistono ma nessuno le rispetta e quindi non e’ raro trovare ancora oggi rickshaw elettrici che scorazzano a tutta velocita’ in giro per la citta’.
Dal video si possono capire anche tante altre cose. Per esempio come funziona il mercato dei rickshaw. Sono veramente pochissimi coloro che si possono permettere di avere un rickshaw di proprieta’ e quindi non avendo altre alternative lo prendono in affitto.


Come si vede nel video, ci sono dei veri e propri garage per prendere il rickshaw all’inizio del turno di lavoro e riportarlo a turno finito. A volte, per i rickshawallah che non hanno famiglia qui a Dhaka o per quelli appena trasferitisi in citta’, il proprietario del garage offre loro vitto e alloggio. Almeno un terzo del guadagno giornaliero va in affitto. Non ci sono garanzie, ammortizzatori, ferie pagate, permessi per malattia. Non c’e’ nemmeno un contratto. Non ci sono coperture nemmeno in caso di incidente. Nulla. Se lavori, sopravvivi, altrimenti no. Putroppo guidare un rickshaw e’ il lavoro piu’ facile da ottenere per chi e’ povero, analfabeta o senza nessuna specializzazione. Dico purtroppo perche’ in questo modo si riversano in strada ragazzini minorenni e persone che non hanno la minima idea del codice stradale o perlomeno di come stare alla larga dai pericoli.
Un’altra cosa bella di questo video, oltre ad essere un omaggio alla resilienza di Nur Jahan, e’ che potete vedere anche delle immagini molto realistiche di come e’ veramente andare in giro per Dhaka a bordo di un rickshaw.