E’ nata in California da genitori cinesi, la pattinatrice Zhu Yi. Con la sua rinuncia nel 2018 alla cittadinanza americana, scende in pista con orgoglio per la Cina, alle Olimpiadi di Pechino 2022. Il debutto olimpico per la giovanissima atleta di soli 19 anni ha però il duro contraccolpo della brutta caduta nel programma di corto femminile del pattinaggio a squadre. Zhu Yi non trattiene l’emozione e scoppia a piangere per la delusione. Il Dragone scivola dal terzo al quinto posto. Si scatena subito il popolo di Weibo, Il Twitter cinese.

L’hashtag#ZhuYifelldown rimbalza da provincia in provincia cinese e volano critiche forti dai fan cinesi. Contro il cyberbullismo si schiera Xu Xijng l’ex capo redattore del tabloid statale Global Times, sottolineando che il reclutamento di atleti nati all’estero è ormai una prassi per la Cina. Il pubblico ci si deve abituare. Il padre di Zhu Yi è un famoso scienziato informatico, specializzato in intelligenza artificiale che è rientrato in patria per insegnare all’università di Pechino e Zhu Yi l’ha seguito.

Quali pensieri starà facendo la pattinatrice in questi giorni, a cui si rimprovera di aver pianto, di non essere all’altezza del suo ruolo, di avere poca familiarità con la lingua cinese. Di essere una straniera che vuole essere cinese. Zhu Yi dice di essere sconvolta e imbarazzata. Saprà gestirà la pressione, da qui al 15 febbraio, quando gareggerà nel corto singolo femminile?

Riuscirà a spegnere gli animi dei 230 milioni di utenti che si sono scatenati in rete? Magari gli stessi che celebrano l’impresa di Eilen Gu, che con l’oro olimpico, si conferma la miglior sciatrice di freestyle del mondo. Anche lei, giovanissima, diciottenne, è nata e cresciuta in California, ma si lancia dal trampolino innevato e piroetta in aria per la Cina di Xi Jinping. Molto popolare sui social anche per il suo lavoro di modella, è chiamata la “principessa della neve”.

In un perfetto mandarino dice ai giornalisti che vuole diventare l’idolo del freeski per le giovanissime cinesi ed americane. Il modo migliore, attraverso lo sport, di dare alla pace una chance. “Give peace a Chance”, aveva detto Thomas Bach, il Presidente del Comitato Olimpico Internazionale, alla cerimonia d’apertura delle Olimpiadi nello stadio di Pechino. Con le parole di John Lennon, anche la speranza che America e Cina possano finalmente rompere il ghiaccio e costruire un mondo più pacifico.