Effetto insospettato del Coronavirus: la lettura. Da gennaio le vendite del famosissimo romanzo di Albert Camus : “La peste” sono aumentate del 40% in Francia.
Nel romanzo abbiamo la descrizione dell’Algeria, la vita quotidiana degli abitanti e l’arrivo dell’epidemia che sconvolge le loro abitudini e che li taglia fuori dal resto del mondo. Alla fine della prima parte le autorità decidono di chiudere la città di Oran per evitare la contagione. Rambert, un giornalista, fa di tutto per ritornare a Parigi. Dopo mesi la peste viene sconfitta e si analizza tutto il “male” che ha portato con sé. Tra gli eroi un medico che ha combattuto con tutte le sue forze. Certo si può leggere il romanzo tenendo conto del contesto dell’epoca, e diventa un’allegoria del nazismo che contagiò l’Europa.

L’aumento delle vendite si è visto anche in Italia, proprio nel mese di febbraio  sono triplicate.
In piena epidemia coronavirus leggere a proposito di una malattia contagiosa forse serve ad alleviare lo stress, a reggere meglio psicologicamente la realtà che si sta vivendo.
In ogni caso ecco come Albert Camus nel 1955 durante un’intervista radiofonica riassume il suo romanzo: “‘La peste’ è la storia di un’epidemia che si abbatte su una città abitata da persone che vivono individualmente nella maniera più banale e semplice possibile e che poco a poco vengono trascinati in questa epidemia, in questa tragedia collettiva, finendo per diventare un unico amalgama di persone sotto il dominio di questa malattia. In seguito, la malattia arretra e progressivamente questi individui riprendono come possono la loro attività”.
Altro successo del momento il film “Contagion” di Soderbergh che racconta di una pandemia mondiale che uccide 26 milioni di persone in poco tempo…insomma niente a che vedere con la situazione attuale per fortuna.

“La guerre et la maladie, ces deux infinis du cauchemar”, Louis Férdinand Céline (“guerra e malattia, questi due infiniti dell’incubo”)