Il Vesak, detto anche ‘Festa della Luce’ è il più significativo evento religioso Buddhista. Si svolge nel plenilunio di maggio e vi si celebrano i tre momenti fondamentali della vita del Buddha: la nascita (623 a.C.) la Sua Illuminazione , ed il passaggio al Nirvana (543 a.C.). Il giorno del Vesak è anche considerato il primo giorno dell’anno nuovo Buddhista, una tradizione la cui origine non può essere tracciata con precisione, ma che risale sicuramente a tempi antichi.

Sono molte le nazioni in Asia che celebrano il Vesak, qui, in Sri Lanka, le celebrazioni durano due giornate ben distinte tra loro: il primo giorno e dedicato alla riflessione spirituale mentre il secondo e caratterizzato da eventi culturali. Nel primo giorno, dall’alba al tramonto, i fedeli devoti, in abiti bianchi, si recano nei templi portando semplici offerte di fiori ed incenso. La giornata è dedicata alla meditazione dei precetti buddhisti, discorsi, letture e canti religiosi.. Grande importanza viene data alle offerte caritatevoli (Dana), per acquisire meriti e perché considerate un segno di condivisione di gioia e di pace.

 

 

            

 

Ben diverso è lo svolgersi della seconda giornata, pur mantenendo lo spirito religioso. Nelle strade si riversa una folla di fedeli e non, che partecipano attivamente alle celebrazioni culturali. Le strade e le case sono decorate da luci e lanterne , bandiere e festoni e gli eventi hanno luogo ovunque con mimi, danze, musiche e giochi di luce. Tre sono i simboli tradizionali che caratterizzano la celebrazione: le lanterne, i vesak pandals e le bancarelle di ristoro.

Le Lanterne o Vesak koodu, costruite con carta di riso, bianche o colorate, illuminate da candele, con la loro luce simboleggiano l’offerta alla memoria del Buddha e all’Illuminazione.

I Vesak Pandals o Thoranas sono grandi strutture di legno dipinte ed illuminate, erette lungo le strade. Ogni Pandal illustra una storia dei 550 Jataka, ovvero il racconto delle passate vite del Buddha. Vi è una sorta di magia quasi ipnotica in loro, grazie al susseguirsi del gioco di luci e suoni.

Le bancarelle di cibo o Dansalas, che si trovano lungo le strade forniscono gratis a tutti i passanti cibo tradizionale, bevande (rigorosamente non alcoliche) frutta, gelati etc. Sono organizzate da devoti buddisti e finanziate con piccoli contributi da parte di tutti gli abitanti del quartiere indipendentemente dal credo religioso.

                       

          LANTERNE                                       PANDAL                                                 DANSAL

 

Quando abitavamo a Mount Lavinia e le mie due monelle erano ancora piccole, nei giorni precedenti il Vesak esplodeva la frenesia da decorazioni.. tutta la famiglia veniva coinvolta a costruire lanterne. Sui tavoli e preferibilmente sul pavimento vi era un tripudio di residui cartacei non meglio identificati, colori, ritagli, cera ed oggetti vari… riducendo la casa ad un ad un vero campo di battaglia, il tutto con il supporto di 4 terribili pelosetti che scorrazzavano ovunque appropriandosi dei ritagli e dando manforte nel creare scompiglio… Il risultato finale ad occhi estranei forse era discutibile, ma, come si sa, al cuor non si comanda, per cui le lanterne un po’ “sbilenche” venivano ovviamente destinate ai punti più in vista della casa. Ed anche noi, pur non essendo in grado di cucinare, per allestire i dansalas, cercavamo di supplire con l’acquisto di cibi e bevande che i nostri vicini trasformavano in deliziose leccornie. Il giorno del Vesak si usciva per incontrare gli amici e festeggiare tra le bancarelle, inoltre, sin dal mattino, in casa nostra vi era una processione continua di amici e vicini che venivano a farci gli auguri e portarci dolcetti tradizionali. Era un momento di gioia e serenità, malgrado fossimo ancora nel periodo della guerra.

Video del Vesak a colombo 

 

Quest’anno no. Già una settimana prima del Vesak le più alte autorità religiose buddhiste hanno richiesto ai fedeli di mantenere un basso profilo e di concentrarsi solo sugli aspetti religiosi e spirituali della celebrazione. Inoltre a causa delle misure di sicurezza in vigore nel paese il governo ha imposto restrizioni sulle zone del Vesak, non permettendo l’installazione dei pandals e riducendo il numero dei dansalas. L’anno scorso nella sola Colombo vi erano più di 150 bancarelle di ristoro, quest’anno sono solo 4, ed in tutto il Paese non più di 90. Nessuna Vesak zone per lanterne e giochi di luce ed i rari allestimenti pubblici sono stati organizzati dall’esercito.

Esercito e polizia hanno presidiato ogni luogo di culto, i fedeli sono stati sottoposti a perquisizioni personali e delle borse prima di poter accedere ai templi. La presenza dei fedeli era dimezzata…

Tutto questo non solo a causa dei sanguinosi eventi della Domenica di Pasqua ma anche per i successivi scontri etnico-religiosi che hanno fatto ripiombare il paese nella paura cancellando in pochi minuti dieci anni di pace. Dopo appena una settimana dagli attacchi terroristici del 21 aprile, gruppi di facinorosi bene organizzati e di chiara matrice politica hanno attaccato case, moschee ed attività commerciali di proprietà di musulmani nel Nord ovest del paese. Abbiamo rivissuto immagini di violenza e notti di coprifuoco che avevamo ormai sperato di dimenticare. Si e parlato di estremisti sinhala ma è comunque chiaro che chi ha perpetrato le violenze era organizzato dall’esterno e non erano gli abitanti dei villaggi. Anzi, vi sono molte testimonianze di famiglie musulmane che sono state protette ed ospitate dai lori vicini singalesi.

 

 

         

 

Eppure malgrado le restrizioni e il divieto di celebrazioni pubbliche mai come quest’anno si sono viste cosi tante bandiere e lanterne appese ovunque dai privati cittadini, nelle case, nelle strade, nelle chiese…

Per la prima volta, in un tempio Hindu di Colombo, induisti e cattolici hanno organizzato un pasto Iftar per i musulmani, per celebrale con loro il Vesak al tramonto, dopo l’interruzione del digiuno del Ramazan. In altri Templi alcuni musulmani hanno aiutato i fedeli buddhisti nell’allestire bandiere e lanterne, e molte chiese cattoliche nel Paese hanno appeso nei viali e per le strade lanterne sia con il simbolo buddhista del Dharmachakra che quello cattolico della Croce… Questo nell’intento di promuovere l’unita e la riconciliazione tra tutte le comunità.

Non sono buddhista, ne’ musulmana ne’ tantomeno cattolica, sono un’agnostica che crede nell’etica, eppure per me questo Vesak è stato quello vissuto nel suo significato più profondo.

Oggi le lanterne sono silenziose, una muta testimonianza di rispetto e di commemorazione dei terribili eventi che ci hanno colpito. Ma sono soprattutto il simbolo della nostra determinazione a ricominciare.

 

Ayubowan