Non chiamatelo lockdown, i francesi lo hanno tradotto sin da subito con «confinement» e ormai abbiamo capito che ci dobbiamo convivere almeno fino a dicembre. Negozi chiusi (tranne quelli definiti essenziali), scuole aperte fino alle superiori comprese. Anche chi segue corsi formativi per il proprio lavoro può continuare. Insomma, la vita continua.

Per l’economia é un disastro come non si vedeva da decenni. Bisogna fare qualcosa. Allora i francesi si mobilitano per proteggersi.

Una petizione online per boicottare Amazon. Si chiede ai francesi di comprare locale, di aiutare i «nostri» commercianti. Bisogno di un libro? vai sul sito del libraio più vicino a casa tua (non possiamo spostarci oltre a 1 km) oppure telefonagli. Ho sperimentato mandando una email al libraio che si trova a 300 metri da casa e ho chiesto un libro, mi ha risposto in tempo reale dicendomi di averlo in negozio, mi ha chiesto di pagare online di preferenza o anche in contanti sul posto. Sono scesa il libro era pronto, non potevo entrare nel negozio, il commesso me lo ha dato (avevo pagato online). Procedimento battezzato «Cliquez et Collectez» visto la reticenza dei francesi a usare parole inglesi tendenzialmente traducono tutto nella loro lingua. In questi giorni ci bombardano con la pubblicità di una nuova piattaforma francese che vende solo ed esclusivamente prodotti francesi e che é riuscita a riunire al momento 300 fabbricanti (francesi, ovviamente!). Si ordina online e ve lo portano a casa. Tutto resta in Francia, prodotti e denaro ovviamente.

Il problema di Parigi sono sicuramente gli assembramenti nei trasporti, in questi giorni ci sono meno persone, ma le metropolitane sono sempre piene. Esco ogni mattina e vi assicuro che non sono l’unica, direi a occhio che sulla mia linea della metropolitana c’é un calo del 20-30%, ma la gente é sempre tanta. Il sindaco di Parigi durante il primo «confinement» aveva spinto i parigini a muoversi in bicicletta, con biciclette a disposizione nei vari punti della città. Soprattutto ciò che impressiona sono le nuove piste ciclabili battezzate «coronapiste». Ben 166 km nella regione Ile de France e nella sola città di Parigi 43 km già disponibili, ma ben presto arriveremo a 60 km. Andare in bicicletta a Parigi prima della pandemia era praticamente una follia, bisognava pedalare in mezzo a una marea di macchine senza nessuna protezione, oggi abbiamo intere vie riservate alle due ruote e chiuse alle auto. Un cambiamento urbano che il sindaco dichiara voler mantenere per sempre, vuole fare di Parigi una città verde. Fino all’anno scorso non lo avrei mai creduto possibile, adesso sta diventando realtà. La pandemia sta cambiando la fisionomia della città.

Quando questa crisi sanitaria sarà finita ci troveremo con nuove abitudini, con una città trasformata, ecologica e solidale……qualcosa di positivo…per tirarci un po’ su di morale. La vita continua…..