Un milione e mezzo di persone in fuga dall’Ucraina. Fa rabbrividire la foto della donna senza vita riversa per terra con accanto i cadaveri dei suoi due bambini con ancora addosso gli zainetti, colpiti dal fuoco russo mentre cercano di scappare. E’ la foto choc scattata da Lynsey Addario per il New York Times. L’offensiva russa sfiora l’Istituto di fisica e tecnologia di Kharkiv che ospita una struttura nucleare, con il rischio di una vera catastrofe, riferisce il Washington Post. Il Presidente Zelensky lancia di nuovo l’appello alla Nato: ” Vi chiediamo ogni giorno una no fly zone, se non ce la date, almeno forniteci aerei per proteggerci”. La risposta del presidente del Consiglio europeo Charles Michel è ciò che non avremmo voluto mai ascoltare. Michel dice che, se la Nato interviene nei cieli d’Ucraina, scoppia la terza guerra mondiale. Putin fa sapere che ospitare i caccia di Kiev sarà interpretato come un atto di guerra.

La protesta contro la guerra si allarga però anche all’interno della stessa Russia. 4300 arresti in 56 città. Si dimette persino il direttore del Teatro Bolshoi di Mosca, Tugan Sokhiev. “Mi viene chiesto di scegliere un artista piuttosto che un altro, vittime della cosiddetta “cancel culture”. Noi musicisti siamo ambasciatori di pace”. E la posizione del nostro Paese? Il premier Draghi conferma la volontà di fornire sostegno e assistenza all’Ucraina. Ribadisce come l’Italia sostenga l’appartenenza dell’Ucraina alla famiglia europea. Si leva anche la voce del Papa. Chiede che si assicurino i corridoi umanitari e l’accesso agli aiuti per le zone assediate, oppresse dalle bombe. L’eco della guerra non risparmia le Paralimpiadi di Pechino. A seimila chilometri di distanza dalla loro patria, che è sotto attacco, gli atleti ucraini fanno sventolare con orgoglio la bandiera giallo- azzurra sulle piste di Zhangjiakou e conquistano il primo posto nel medagliere davanti alla Cina. Nella 6 km con disabilità visive il podio è stato tutto ucraino. La medaglia d’oro Vitali Lukianenko ha dedicato la gara ai “ragazzi che proteggono le nostre città”. Dal presidente del Comitato paralimpico ucarino, Valery Sushkevych l’orgoglio per queste vittorie che “sono il segno che l’Ucraina, era, è e rimarrà un Paese”. All’arrivo della gara di sci di fondo, a Zhangjiakou, c’ero anch’io. Ascoltiamo cosa ha detto Andrii Nesterenko, l’allenatore della delegazione ucraina, al microfono de isegretidimatilde.