Un anno fa, in questi giorni, trascorrevo gli ultimi momenti con mia madre; di lì a poco sarebbe stata ricoverata d’urgenza e, dopo qualche giorno, sarebbe andata via per sempre.

 

La famiglia di mia mamma era una famiglia decisamente particolare per l’epoca; mio nonno era un medico, primario ospedaliero e professore universitario, mentre mia nonna, una donna dolcissima, era figlia di un notaio; i loro 5 figli conseguirono tutti una laurea, chi in Medicina, chi in Farmacia, chi in Economia.

 

Mia mamma non ha mai avuto particolari problemi di salute nella sua vita; è morta a 87 anni ma fino a 84 anni guidava (anche se non ha mai messo la quinta marcia e rarissimamente la quarta!), è sempre stata una donna piena di interessi (concerti, teatro, letture, ma anche impegno sociale come volontaria, per tanti anni, in una struttura per anziani) e adorava giocare a carte con le amiche.

 

 

Riusciva praticamente in tutto quello che faceva, era anche un’ottima cuoca.

 

Non aveva affatto un carattere facile, aveva sempre la “schiena dritta”, era sempre molto diretta e persino tagliente nei giudizi; insomma, il rapporto con lei non è sempre stato sereno e tranquillo.

 

Tuttavia, è sempre stata una donna molto “presente”, non ha fatto mai mancare – anche come mamma – i propri consigli, anche se magari ciò che diceva non era esattamente quello che desideravi sentirti dire; non dava risposte banali o scontate, ma cercava sempre di offrire un aiuto concreto alla luce di quello che era un suo forte credo: “Rispetta ( tutti ) ma fatti rispettare ( da tutti )”.

 

Vivendo a centinaia di chilometri di distanza ci sentivamo almeno 2 volte al giorno ma alle volte, magari in orario di ufficio, mi arrivava una sua telefonata del tipo “…senti Oreste, non mi dire niente….4 verticale, 6 lettere, comincia per N: figlie dei fiumi….”.

 

La sua scomparsa ha lasciato un vuoto enorme in tutti quelli che l’hanno conosciuta e le hanno voluto bene.

 

Concludo questo mio ricordo riprendendo quanto ha scritto uno dei suoi nipoti, quello a cui era forse maggiormente legata:

” ….la memoria è il filo conduttore dell’esistenza e quanto più persistenti sono i ricordi tanto più dolorose sono le mancanze.Tutti dobbiamo andare e da vivi non sappiamo mai nè dove nè quando terminerà il nostro cammino, ma i legami affettivi ci tengono uniti e trasmetterli ai nostri figli e ai nostri nipoti è il nostro mandato.”

 

Con orgoglio posso dire che questo mia mamma ha saputo farlo benissimo.