
Una storia dalla battaglia di Normandia
Questa non é la storia di John Simonetti, ma quella di una famiglia che aveva bisogno di qualcosa per porre fine a un dolore legato ad una perdita. E’ la storia di esseri umani che vivono a migliaia di chilometri, che si conoscono appena e che il destino riunisce. Certo tutto inizia con John il cui cognome non nasconde le sue origini italiane, si tratta di un italo-americano come tanti che a soli 23 anni muore durante quella che sarà la battaglia di Normandia. Sbarca il 6 giugno 1944 e muore il 16 dello stesso mese.
E’ il figlio più giovane della coppia Simonetti , il corpo non fu mai trovato e la famiglia non ha mai smesso di cercarlo. L’esercito americano non sa dare risposte. 50 anni dopo la morte di John, un certo Fred Salerno, nipote del soldato in questione, viaggia in Europa con la moglie e ovviamente visita le spiagge della Normandia dove lo zio ha perso la vita. Vanno al cimitero americano e vedono il nome del loro caro nel muro dei dispersi.
Poi fanno con una guida locale il percorso che fece lo zio, lo sbarco, la battaglia presso un paesino normanno chiamato St. Germain d’Elle. Si tratta di un comune che conta solo poco più di 200 anime, non può passare inosservata una coppia americana che vi passeggia. Allora la gente del paese li accoglie, gli anziani parlano loro della guerra e arrivano nel campo esatto dove si svolse la battaglia finale. Ora c’é una fattoria, il proprietario incontra Fred, si parla ancora della guerra. Fred lascia il suo bigliettino da visita , non si sa mai…..
Nel 2009 scavando per fare dei lavori trovano i resti di uno scheletro con ancora la placca di riconoscimento dove appare il nome John R. Simonetti. Il bigliettino da visita lasciato 15 anni prima viene ritrovato, si contatta la famiglia che contatta l’esercito americano che a sue spese rimpatria i resti e li fa seppellire nel famoso cimitero di Arlington a Washington.
Un legame nasce tra la famiglia e il villaggio normanno, una specie di « gemellaggio » di cuore, se chiedete agli abitanti di St. Germain di John ve ne parlano come di uno di loro. E’ uno di loro come tutti noi lo siamo.
There’s no honorable way to kill, no gentle way to destroy. There is nothing good in war. Except its ending.
Non esiste un modo onorevole di uccidere, né un modo gentile di distruggere. Non c’è niente di buono nella guerra, eccetto la sua fine. (Abraham Lincoln)




