Mia figlia ( quasi 15 anni ) ha voluto chiedermi: “Cosa ne pensi se oggi (venerdì scorso) non andassi a scuola e partecipassi ad una manifestazione che ha per tema un impegno vero, da parte di tutti, affinché si intervenga per salvare la Terra dalla morte per il cambiamento climatico, in larga parte dovuto alle attività umane?”.

Le ho risposto che deve decidere lei quello che le sembra più opportuno ma, se fossi in lei, non avrei dubbi, andrei alla manifestazione.

E’ rimasta sollevata dalla mia risposta, non soltanto perché era quello che lei già pensava dentro di sé ma anche perché questa scelta coincideva anche con quello che le aveva suggerito la mamma.

Le ho detto che sarebbe un’ottima cosa se, oltre a partecipare alla manifestazione, magari se ne potesse parlare a scuola, per non far rimanere questa cosa un episodio.

In realtà mia figlia mi ha detto che di questo problema ne parlano spesso, secondo lei la sua generazione ha abbastanza chiaro che finora si è fatto pochissimo (per non dire nulla) per affrontare il problema e desiderano contare di più, vogliono che la loro voce sia ascoltata, hanno persino tutta una serie di suggerimenti per intervenire immediatamente mettendo in pratica una “politica ambientale” che cominci ad essere più in linea con un uso più consapevole delle risorse del nostro Pianeta.

Ho ringraziato mia figlia; le ho detto che, a questo punto, lei DEVE partecipare alla manifestazione e l’ho ringraziata per avermelo chiesto; si è trattato di un momento di confronto fra adulti su un tema estremamente serio che riguarda tutti. 

Mia figlia mi ha detto che le mie parole le sono piaciute moltissimo ed io….beh io ero commosso, forse questa generazione di giovani riuscirà finalmente ad ottenere di più rispetto alle generazioni precedenti ma gli altri (noi adulti da un punto di vista anagrafico) hanno un compito importante: dare ai giovani la concreta possibilità  di essere ascoltati e che poi alle parole seguano i fatti. 

E’ un loro diritto.