Nei giorni scorsi una giovane ragazza olandese di 17 anni si è lasciata morire non assumendo più né cibo né acqua, decisione che portava avanti da tempo, con grande convinzione.

Questa ragazza era stata più volte violentata, a 11 e poi ancora a 13 anni; questi drammatici episodi l’avevano profondamente turbata, purtroppo non è più riuscita a riprendersi, diceva che “respirava ma non viveva” e ha quindi deciso di porre termine alla sua sfortunata esistenza, in ciò assecondata dai suoi genitori.

Ora, mancano troppi elementi nel puzzle per dare un giudizio compiuto sulla vicenda; tra l’altro, credo che sarebbe poco rispettoso nei confronti della ragazza (che tra l’altro non potrebbe nemmeno difendersi) e dei suoi genitori perché una cosa è certa, il dolore che deve aver provato la giovane, la sua mamma, il suo papà, è talmente grande che non si può fare altro che rimanere in silenzio e abbassare il capo in segno di rispetto.

Personalmente credo che ognuno possa fare della propria vita ciò che vuole (purchè non vada ad intaccare la libertà della vita altrui); però penso anche che tutti noi abbiamo una responsabilità, che è quella di tentare tutti i modi, battere tutte le strade per aiutare una persona nel prendere una decisione o per farla recedere da un suo intendimento.

Ecco, di nuovo, con il massimo tatto possibile e in modo assolutamente rispettoso mi chiedo solo se davvero tutti (istituzioni, famiglia, amici, etc.) le hanno provate tutte per stare vicino a questa ragazza, per alleviare la sua sofferenza, per farle apprezzare il fatto che il mondo non è fatto solo e soltanto di esseri spregevoli e di episodi dolorosi.

Non so come dirlo in un altro modo, ma il fatto che una ragazza decida di togliersi la vita (oltretutto in un modo così….cosciente, la ragazza non ha agito d’impeto ad esempio buttandosi da una finestra) è una sconfitta che tocca un po’ ciascuno di noi, come uomini, come donne, come padri e madri.

Dobbiamo fare maggiore attenzione, dobbiamo prepararci, dobbiamo assolutamente evitare che altri – di fronte a drammi personali – arrivino a prendere decisioni estreme e irrevocabili. 

E’ necessario offrire più spesso e con maggiore convinzione il nostro aiuto, è insopportabile pensare che una ragazza a 17 anni sia arrivata alla conclusione che la vita era tutta lì.