Donna scultrice, un genio artistico che, su richiesta della famiglia (e contro la sua volontà) viene internata e sequestrata per 30 anni.
Con le leggi odierne non sarebbe più possibile.
 
Nata nel 1864 e morta nel 1943 dimenticata da tutti in un ospedale psichiatrico.
 
Cosa ha fatto?
 
Viene a studiare a Parigi un tempo in cui la scuola delle Belle Arti é solo aperta solo agli uomini allora prende lezioni negli studi d’artista che accettano le donne. Incontra e diventa l’amante dello scultore più famoso del momento: Auguste Rodin. Sarà una relazione passionale e artistica, lavorano insieme, scolpiscono insieme (il museo Rodin e il museo d’Orsay hanno belle opere di questo periodo)  Poi lui la lascia, lui che da anni vive con un’altra donna, lui, l’artista amato e rispettato da tutti…lei viene denigrata, abbandonata e accantonata anche “artisticamente”. Vive da sola, non si fida più di nessuno e le sue opere non si vendono. A questo ci aggiungiamo che ha come fratello il famoso poeta , scrittore, diplomatico e accademico: Paul Claudel.
 
La famiglia decide di farla internare, questa donna troppo “moderna” per l’epoca é l’onta della casa. Abbiamo delle lettere che lei scrive ad amici e parenti chiedendo aiuto, per 30 anni cercherà di spiegare al personale dell’ospedale l’ingiustizia che sta vivendo. Sono testimonianze strazianti, che  lasciano trasparire la lucidità della donna internata. Muore praticamente di fame il 19 ottobre 1943 in un ospedale pubblico francese e nessun membro della sua famiglia assisterà al suo funerale. Il resto del mondo si preoccupa della guerra ….i suoi resti saranno messi in una fossa comune. Oggi Camille Claudel é stata completamente riabilitata, le sue opere sono esposte accanto a quelle di Rodin e a pochi chilometri da Parigi un museo le é completamente dedicato.
 
“C’è sempre qualcosa d’assente che mi tormenta” Camille Claudel