L’Ecuador è uno dei paesi più colpiti dal coronavirus in America Latina. Il Paese non è riuscito a gestire contagi e morti. Oltre il 70% dell’epidemia è concentrata nella regione di Guayas che ospita la città di Guayaquil, epicentro della diffusione dell’infezione. Restare a casa è una sfida molto difficile. Perchè? Immaginate di stare in una capanna di lamiera con temperature medie di 40 gradi, l’80% di umidità e un pavimento di terra. Senza servizi igienici e costretti a convivere con almeno altre dieci persone in pochi metri quadrati. Aggiungiamo a questo la presenza di un cadavere in casa.

Mi parlate ancora di distanziamento sociale? In Ecuador il Covid fa meno paura della fame o peggio ancora delle zanzare portatrici del dengue. Se un familiare muore in ospedale, il corpo viene ammassato uno sull’altro in sacchi di nylon, senza nome e cartellini identificativi. Le bare sono esaurite e le poche disponibili sono vendute a 1500 dollari, mentre prima della pandemia il prezzo era di 200 dollari. E i costi della sepoltura sono improponibili per chi guadagna 50 o 100 dollari al mese. Il Covid ha colpito in questi mesi duramente anche la popolazione rurale. E’ il loro stile di vita a rendere gli indigeni vulnerabili. Non usano sapone o disinfettanti per le mani e sono molto lontani dagli ospedali. Per proteggersi, molte comunità si sono ritirate nei propri villaggi, all’interno delle foreste o sulle montagne.

La Confederazione delle nazionalità indigene dell’Amazzonia Ecuadoregna ha chiuso gli accessi alla foresta negando l’ingresso a chiunque chiedendo alle compagnie petrolifere e minerarie di bloccare la rotazione del personale che lavora all’interno. L’economia del Paese continua ad essere dipendente dalle risorse petrolifere, che rappresentano il 40% delle entrate finanziarie. Si continuano a estrarre milioni di barili di petrolio mentre la gente muore. Di tutela del territorio e di diritti delle comunità indigene, si è sempre occupato il leader indigeno Yaku Perez Guartam che come sindaco della città di Azuay ha fatto arrivare presidi medici, ventilatori anche nei posti più impervi, nei villaggi più isolati.

Oggi il partito Pachakuti, il braccio politico della confederazione indigena ha candidato Perez alla Presidenza della Repubblica del Paese Sudamericano. Elezioni che si terranno nel febbraio 2021. Conosciamo meglio la figura di Perez Guartam attraverso un video.
Ringrazio Fernando Cerda Tello, un nostro lettore che ci ha segnalato questa storia.