A volte celebrare Eid, la più importante festa religiosa del Bangladesh e del mondo musulmano, non è cosa semplice.

Come già sapete la data che mette fine ai 29/30 giorni di digiuno non è fissa ma dipende dall’apparizione della luna nuova ed è decisa nientepopodimeno che da una Moon Sighting Commission ovvero una commissione apposita per l’avvistamento della luna composta dalle più importanti figure religiose del paese. La luna deve essere visibile a occhio nudo e in ogni angolo del paese e spetta alla Moon Sighting Commission tenere i contatti con tutte le sue filiali nei vari distretti del Bangladesh per essere veramente sicura che tutti, ma proprio tutti abbiano visto il primo spicchio di luna.

Badate, questa faccenda della luna è una cosa molto seria.

Quest’anno il primo giorno di Ramadan era iniziato il 7 maggio. Quindi ci si aspettava che il giorno di Eid capitasse il 5 o al limite, se la luna non appariva a tutti, il 6 giugno.

Il 4 giugno il ministro per gli affari religiosi, dopo un incontro durato un’ora e mezza con i membri della commissione per l’avvistamento della luna dichiara nella conferenza stampa davanti ai giornalisti delle maggiori testate del paese che la luna non era stata vista in nessuna parte del Bangladesh e che quindi Eid si sarebbe festeggiato giovedi 6.

Alla domanda perchè ci fosse voluto così tanto a giungere a una decisione, il ministro aveva detto che avevano dovuto valutare le relazioni provenienti dai 64 distretti del Bangladesh, la relazione dell’istituto di metereologia del Bangladesh, quella dell’organizzazione per la ricerca spaziale e di telerilevamento nonchè consultarsi con le autorità islamiche di tutto il paese. Inoltre quest’anno alla gara di avvistamento lunare avevano partecipato per la prima volta anche gli studenti delle scuole coraniche e quindi bisognava ascoltare anche loro.

Ormai la gente in Bangladesh si era messa il cuore in pace. Bisognava digiunare un altro giorno; i vestiti nuovi e le scarpe nuove avrebbero aspettato in armadio ancora per un po’; avrebbe avuto un giorno in più per lasciare Dhaka a ritornare nei loro villaggi d’origine, magari su di un affollatissimo traghetto a rischio affondamento o aggrappati alle finestre, alle porte o a gambe penzoloni sul tetto di un treno.

Qualche ora prima sia l’India che il Pakistan avevano annunciato che avrebbero festeggiato Eid mercoledi 5 perchè loro erano riusciti a vedere la luna. Oppss!

E adesso?

Fatto sta che la commissione si riunisce di nuovo.

Interviene da dietro le quinte la Primo Ministro, ‘Questo Eid s’ha da fare!’.

Alla fine la commissione alle 11.20 di sera tramite il suo portavoce dichiara che Eid sarà celebrato il giorno dopo, 5 giugno, giustificando la repentina inversione di rotta con il fatto che almeno sette funzionari del governo da vari distretti del paese erano riusciti a vedere la luna. ‘Ma non è una decisione politica’ si affretta a dire. ‘E rettificare non va contro le leggi della Shariah’ assicurano. Insomma, tutto in regola.

Mah!

Gli auguri sulla bacheca di Facebook riprendono a scorrere come in una catena di montaggio precedentemente inceppatasi. La gente si ri-prepara mentalmente a festeggiare Eid il giorno seguente. Le donne si affrettano a preparare pentoloni di curry, riso e biriyani per il banchetto di mezzogiorno.

A Dhaka piove a dirotto. E’ cominciata la stagione dei monsoni.

Eid bagnato, Eid fortunato, quest’anno più che mai.