Cosa leggono oggi i bambini di Pechino

Anche se i Cinesi comprano il 70% dei libri on line, le librerie si moltiplicano e diventano sempre più un luogo di aggregazione.
Mi capita di visitare a Pechino una bellissima libreria a due passi da Piazza Tienanmen.
Nella sezione dedicata all’editoria scolastica ci sono pile di libri sulle grandi dinastie, volumi sulla rivoluzione culturale comunista, a volte raccontata come una favola fantasy. Ci sono inoltre saggi e testi didattici per preparare al tanto temuto esame di stato, il GaoKao, prima porta d’ingresso all’università per centinaia di milioni di studenti.
Le librerie diventano un luogo dove trascorrere del tempo. I più piccoli, accompagnati dalle mamme o dai nonni, si appassionano alle storie, scoprono nuovi ideogrammi.
La lettura diventa apprendimento e crescita.
Li osservo: faccine assorte e concentrate. Sono immersi in uno spazio di testi, saggi e volumi.
Chissà quanti di loro diventeranno scrittori? Oppure sarà l’intelligenza artificiale a sfornare i nuovi parolieri del Paese del Dragone. È già sul mercato un software dell’azienda asiatica Redmond, programmato per scrivere poesie e poemi.
In Cina la tecnologia cavalca il futuro come quando nella metropolitana di Pechino, ti ritrovi a consultare le librerie digitali scannerizzando con il telefonino un semplice QR per accedere a una vasta selezione di audio libri oppure leggere in pinyin (il cinese semplificato) il capolavoro di Saint- Exupéry, il Piccolo Principe. Cosa direbbe oggi, Ts’ai Lun, il dignitario alla corte imperiale della dinastia Han che nel 105 d.C inventò per primo la carta? Forse che la Cina contemporanea è già nel futuro!