Il più grande tempio del buddismo tibetano a Pechino

Il suo nome significa tempio dell’armonia. È la sede dei monaci dell’ordine Gelupka, la più grande scuola lamaista in Tibet e in Mongolia. E’ il tempio della setta gialla del Lamaismo. Dopo un sapiente lavoro di restauro è stato aperto al pubblico nel 1981. Il tempio conserva una storia antica, all’origine imperiale. Viene ceduto ai monaci nel 1744. All’ingresso nubi densi d’incenso si alzano in cielo dai grandi bracieri. I visitatori si muovono in silenzio.

Stiamo parlando di 60 mila mq con sale e padiglioni dedicati allo studio della filosofia buddista, della medicina, dell’esoterismo. Qui si viene per pregare ai piedi delle statue raffiguranti il Buddha.
Una in particolare è impressionante per le sue dimensioni. È una scultura ricavata da un unico blocco di legno di sandalo: alta 26 metri, di cui 8 sotterranei. Mi chiedo quale tronco di albero hanno dovuto trovare, intagliare e trasportare per realizzare un simile capolavoro! Ci sono voluti tre anni per portarla dal Tibet a Pechino. Al collo il Buddha porta una catena con 108 anelli (numero sacro per il Buddismo).

È la statua del Buddha più grande al mondo. Il tempio dei Lama resta un tesoro della cultura e dell’arte delle etnie han, mancese, mongola e tibetana. Vi consiglio una visita e una totale immersione nella filosofia buddista che dice: “Tutte le cose nel mondo sono mutevoli. Non sono durevoli! Lavorate dunque per essere saggi, compassionevoli e generosi verso gli altri”. E allora io direi di provarci!