I primi 15 giorni di reclusione forzata a casa sono trascorsi. Come? Sicuramente non piacevolmente perché le giornate appaiono sempre uguali, senza grandi novità e con la sensazione che tutto ciò che stiamo vivendo a causa del coronavirus non abbia una fine a breve scadenza. Ci assale una sgradevolissima angoscia che ben presto diventa paura. E la PAURA si trasforma in input: perché non organizzare una chiacchierata virtuale con un gruppo di giovani e affrontare questo argomento?

Chat, giovani,confronto sulle paure più frequenti. Così stasera si sta insieme, si chiacchiera, si trascorre una parte della nostra interminabile giornata in modo diverso e speriamo costruttivo.

Anche se l’argomento è insolito e molto personale, dopo un momento d’imbarazzo iniziale si parte e iniziamo a scrivere. Espongo per prima le mie paure dettate soprattutto dalla situazione attuale incerta e preoccupante, capace di toglierci all’improvviso la nostra quotidianità ed i nostri affetti oltre che la libertà. Poi iniziano a prendere corpo altri tipi di paure, quelle dei ragazzi, apparentemente sempre molto forti e spavaldi, ma fragili e talvolta smarriti: si ha paura di esprimere i propri sentimenti per non deludere chi ci sta vicino o per evitare di rimanere delusi per ciò che non si riceve, si ha paura di uscire dal recinto delle amicizie più strette perché lì solo ci si sente protetti e meno vulnerabili. Un’altra paura frequente è il non sentirsi in grado di affrontare le sfide quotidiane: scuola, attività sportive agonistiche, confronto con gli adulti (genitori, insegnanti, educatori in genere) o il non reggere il giudizio degli altri. E poi la paura di non piacere e di non piacersi.

Mentre chattiamo mi rendo conto che tra le paure ciò che accomuna giovani e meno giovani è il senso di solitudine che si avverte in questi giorni, lontani forzatamente dagli amici, dai compagni di scuola o di lavoro, dalle persone care. La limitazione del contatto diretto pesa tantissimo. Ma in che modo possiamo allontanare tutte queste paure? Quali rimedi efficaci riusciamo a trovare?

Le idee non mancano! Innanzitutto accettiamo le paure come percorso normale di vita e, tutti concordi, cerchiamo di cambiare il loro aspetto negativo in positivo in modo da migliorare noi stessi e fortificarci. Ognuno saprà farlo in base al proprio carattere e a ciò a cui aspira. E’ bello vedere che sulla chat ora arrivano richieste d’aiuto, racconti personali e consigli reciproci. Anche su come vedere il lato positivo della quarantena. Ne farò tesoro anch’io!!!