Che senso ha partire in pieno luglio con 40 bambini al seguito per trascorrere una settimana in montagna quando ancora la paura per i contagi da Covid 19 non è ancora cessata? Se poniamo questo quesito a chi è stato nell’associazione scout o lo è ancora la risposta è semplice: si continua ad andare avanti, a sperare e ad immaginare solo “ ciò che splende dietro alle nuvole più nere”.
Più facile a dirsi che a farsi? Assolutamente no!

Il senso dell’avventura, la voglia di “fare comunità”, di sperimentare la responsabilità esorcizzando la paura per ciò che non si conosce, ha sempre caratterizzato questa associazione; così chi ne ha fatto parte, come me per tanti anni, è consapevole della scelta di partire comunque nonostante le difficoltà organizzative.
Vi racconterò, dalla cambusa del campo ( che condivido nella gestione con altre due mamme ex scout come me), come è stata organizzata la partenza e come si svolge una giornata tipo durante le Vacanze di Branco di un gruppo scout di Roma nord.

Innanzitutto quattro giorni prima della partenza tutti (adulti, ragazzi e bambini) ci siamo sottoposti al test sierologico: il generale esito negativo insieme alla temperatura inferiore ai 37,5 gradi ha permesso la partenza.
Località da raggiungere Tagliacozzo (AQ); 41 bambini 8/11 anni, 8 ragazzi 17/24 anni, 6 adulti tra capi e mamme volontarie. Arrivo e sistemazione in una struttura privata presa in affitto, allestimento cucina da campo (il nostro regno per una settimana!!), luogo in cui la creatività culinaria dà origine a pietanze e merende golosissime. La fatica è tanta per il gran numero di bocche da sfamare, ma gli applausi e i complimenti dei Lupetti ci gratifica tantissimo.

L’organizzazione delle giornate segue orari e ritmi precisi: dalle 7.30 alle 23 si susseguono attività di gioco, preghiera (è presente anche un giovane sacerdote per tutta la settimana) e laboratori creativi. Si lavora divisi in gruppetti di otto (come da decreto) gestiti da due responsabili. I momenti comunitari si hanno durante la colazione, pranzo, merenda, cena e la sera quando si canta insieme. Per gran parte della giornata si indossano le mascherine e si cerca di rispettare più possibile il metro di distanza anche se le attività si svolgono nei numerosi spazi esterni; inoltre si esegue ogni giorno la sanificazione delle camere, dei bagni e della cucina con gli appositi prodotti.

Qui c’è un’atmosfera bellissima, è quasi dimenticato il triste periodo di lockdown che ha sospeso la normalità della vita di grandi e piccoli; qui si respira solo gioia e spensieratezza, si canta e si gioca senza computer e Ipad, non si guardano più le serie su Netflix….
Si ritorna a vivere nel rispetto delle regole, ma insieme, guardandoci negli occhi e parlandoci. Anche le tanto detestate mascherine ci uniscono perché hanno i colori del gruppo di cui tutti facciamo parte.
Qui, sotto un bellissimo cielo stellato, ai piedi dell’appennino abbruzzese, il racconto finisce: sono le h.23, i canti notturni chiudono la giornata e lasciano spazio ai sogni.
“SEMEL SCOUT, SEMPER SCOUT”!