Vi devo raccontare della mia mamma. Amante della casa, era una donna di gran gusto e la sua stanza era piena di colori e fantasie, tutti scelti con attenzione e molta classe. Le piaceva curare nei minimi particolari tutti i dettagli. Nell’apparecchiare la tavola, ad esempio, detestava vedere cose sbeccate o servizi di bicchieri e piatti differenti, tovaglie con “patacche”. Mai, dico mai, portava le pentole a tavola perchè le pietanze dovevano essere servite nei piatti da portata o zuppiere. Era rigorosa ed esigente nel farci stare a tavola. Esigente perchè non amava sentire rumori con le posate, ed era molto attenta nel corregge me e mio fratello, se non avevamo una esatta postura nello stare a tavola. Che tipetto la mia mamma!

Ora mi accorgo che faccio lo stesso con i miei figli e che anche io guardo i miei ragazzi con lo stesso sguardo della mia mamma. Che educatrice eccezionale la mia Amely adorata! Talvolta era dura, severa, ma poco dopo era la mamma più dolce di tutte.

Attenta su ciò che i suoi figli le chiedevano o che non le chiedevano…

Aveva tanti interessi, quello che ultimamente anni circa le piaceva tanto seguire, era il gioco con le carte: il suo amatissimo Burraco. Con le amiche, le due partite si concludevano con piccoli “cenini”, li chiamava proprio così: snack ,tartine, pizzette o creme dolci, gelati .Quanto le piaceva essere impegnata per gli incontri con le sue amiche del Burraco. Si sentivano la mattina verso l’ora di pranzo e decidevano in quale casa incontrarsi per un “burrachino”.

Ci sentivamo per telefono e mi comunicava del suo da fare. Mi chiedeva consigli ma in realtà aveva già pianificato tutto con un’organizzazione ben fatta. Mamma, si definiva una donna a “mezzo busto”, perché giocando a carte da seduta la parte importante erano viso e busto.

Quindi, viso curato, una bella collana, orecchini e un maglioncino o camicia ben stirati ed era pronta per il gioco a coppie. Se vinceva si seccava, se giocava con qualche persona che aveva un gioco lento, borbottava …..Allora cosa ne pensate della mia Amely: non era semplicemente fantastica?