Quando anche l’arte può diventare uno strumento di protesta, un metodo per mostrare il proprio disagio e malcontento in maniera pacifica.

Iniziamo da Marianna. Si tratta di un magnifico affresco dell’artista Obey che si trova nel distretto numero 13 di Parigi (diventato oramai uno dei più importanti per la street art ). L’opera é un omaggio alle vittime degli attentati del 13 novembre del 2015. Il titolo é : « Liberté, Egalité, Fraternité »; senza contare che la Marianna é di per sé il simbolo di tutto il paese. Qualcuno lo scorso dicembre aveva aggiunto delle lacrime di sangue sul volto della donna. La Francia piange per il contesto che sta vivendo, particolarmente difficile. Questo 15 febbraio l’artista stesso ha restaurato la sua opera, ha ripulito le lacrime, ma ha deciso di aggiungerne una blu, dichiara essere contro la degradazione di un’opera, ma completamente d’accordo con il messaggio, una sola lacrima blu che esprime tutto il disagio che sta vivendo la nazione negli ultimi mesi. Questa nuova versione della Marianna é stata battezzata « l’azione vale più delle parole ». Delle riproduzioni con e senza lacrima saranno messe in vendita nei prossimi giorni.

Lisa é introvabile, negli scorsi giorni i passanti della famosa Rue de Rivoli si sono trovati di fronte alla riproduzione di un quadro arci-noto, ma senza personaggio, infatti c’era solo il paesaggio senza la mitica Monna Lisa e sul quadro un post-it con sopra scritto « Fatemi segno quando tutto sarà finito ». Il Louvre (come tutti i musei) oramai chiusi da mesi, gli artisti non sanno più come esprimere questa frustrazione. L’autore di questa performance ha come pseudo Too Late, si tratta di un street artist molto enigmatico.

Un disagio che coinvolge tutta la popolazione. Anche il clima protesta, dopo una settimana a -5 le temperature salgono, a Parigi improvvisamente e questo mercoledì fino a 13 gradi ….il clima sembra impazzito, in 15 giorni abbiamo avuto alluvioni molto forti, un gelo come non si vedeva da tantissimi anni e adesso all’improvviso sembra quasi primavera.

Il covid persiste e abbiamo circa 20 mila contaminazioni al giorno, l’unico cambiamento (a parte le varianti) è che i francesi hanno deciso che il virus bisogna coniugarlo al femminile, infatti si dice « la » covid in francese….vai a capire!

E’ iniziata da fine dicembre la campagna di vaccinazione, ad oggi circa 2 milioni e 300 mila i vaccini amministrati in Francia, hanno iniziato nelle case di riposo dove circa il 72% dei residenti ha ricevuto almeno la prima dose del vaccino. Adesso tocca agli over 75 (non in case di riposo) e al personale medico, pompieri ecc. e chi lavora con gli anziani. Per ricevere il vaccino ovviamente c’é una scaletta ben precisa e ci vorranno ancora tanti mesi affinché tutta la popolazione (quella che vuole ovviamente) possa avere la sua « dose » anche perché i vaccini disponibili sono meno del previsto. Ad oggi meno del 4% della popolazione é stata vaccinata.

Vi tralascio la disperazione dei gestori di teatri ( con 130 sale e circa 300 spettacoli, Parigi era incontestabilmente la capitale del teatro), cinema ( 88 cinema e la bellezza di 420 schermi), cabarets, ristoranti, bistrots, caffé, monumenti (sapete che solo la tour Eiffel dava lavoro a circa 500 persone?) ….tutto ancora rigorosamente chiuso.

Parigi sta perdendo la sua anima, Parigi é quella lacrima blu sul volto di Marianna.

Insomma, verrebbe voglia di andarsene, proprio come ha fatto Lisa e di tornare una volta che tutto sarà finito, ma non é possibile allora restiamo e resistiamo per assistere alla rinascita speriamo a breve della nostra PARIGI.