Lo sbarco degli Alleati sulle coste settentrionali della Francia che portò alla sconfitta della Germania nazista

Lavoro come guida nella regione Normandia già da tanti anni, fare visitare le spiagge dove sbarcarono gli alleati il famoso 6 giugno del 1944 rimane una delle visite più impressionanti e anche commoventi. E’ uno dei siti in cui vi serve una guida, bisogna poter rivivere quel periodo e capire cosa é successo su quelle che oggi sembrano delle spiagge comuni, dove il mare si ritira per chilometri e poi ritorna fedelmente ogni giorno sotto l’effetto delle maree più forti d’Europa. In questi anni ho incontrato alcuni reduci dello sbarco, americani e inglesi e ho partecipato alla raccolta di testimonianze anche di civili presenti nella zona proprio durante le operazioni di sbarco.

Ho anche avuto modo di intervistare la famiglia di un generale tedesco in missione proprio in uno dei bunker la notte tra il 5 e 6 giugno. Poi ho dei cari amici che l’hanno vissuto direttamente perché erano nella zona dove sbarcarono i paracadutisti e ne salvarono uno, ferito si nascose dietro una siepe e i tedeschi non lo videro.
Lavoro poi con delle associazioni che mettono in contatto le famiglie dei soldati sbarcati con chi li incontro’ in Normandia durante le operazioni dello sbarco o quelle successive: qualche anno fa ho assistito a un incontro tra un uomo che voleva ripercorrere il percorso del padre soldato (morto) e siamo riusciti ad incontrare la bambina che all’epoca lo aveva aiutato e guidato tra i campi (all’epoca la bimba aveva 8 anni e il soldato ne ha parlato alla famiglia in una lettera)
Le storie non sono sempre belle o a lieto fine, i civili alla fine non sapevano neppure se le bombe erano degli alleati o dei tedeschi, le vittime sono vittime sempre e nessun motivo ne giustifica la sorte.

Fino a poco tempo fa invitavo i miei amici normanni ad incontrare i gruppi che accompagnavo per parlare loro della loro esperienza….purtroppo gli anni cominciano ad essere troppi e i miei amici non ci sono più. Come i reduci che potete vedere nelle foto….ma non bisogna dimenticarli, bisogna ascoltare i loro racconti, perché le guerre si assomigliano tutte, perché i soldati, feriti, i civili, i bambini sotto i bombardamenti nemici o amici sono sempre gli stessi, nelle guerre di ieri, nelle guerre di oggi e in quelle di domani.
La storia insegna, ma noi siamo pessimi allievi.